Tensioni diplomatiche

Tajani risponde a Ben-Gvir: parole inaccettabili e di basso livello morale

Tajani risponde a Ben-Gvir dopo le sue dichiarazioni contro l'Italia.

Tajani risponde a Ben-Gvir: parole inaccettabili e di basso livello morale

Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha definito “inaccettabili” le parole pronunciate dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, in risposta all’indagine della procura di Roma riguardante le violenze sugli attivisti della Flotilla. Ben-Gvir ha commentato che “l’Italia è diventata il paese delle ciabatte”, scatenando la reazione del vicepremier italiano.

“Non ho parole per commentare ciò che ha detto Ben-Gvir nei confronti dell’Italia. Sono parole che rispediamo al mittente”, ha dichiarato Tajani, sottolineando il livello politico e morale del suo omologo israeliano. Ben-Gvir, infatti, ha affermato su X che Israele non è un “sacco da boxe per bugiardi sostenitori del terrorismo” e ha espresso il suo orgoglio per i combattenti israeliani, non lasciandosi intimidire dalle indagini in corso.

Proposta di sanzioni Ue

Il ministro Tajani ha anche annunciato che, dopo la diffusione di un video in cui Ben-Gvir maltratta e umilia gli attivisti della Global Sumud Flotilla, ha chiesto all’alto rappresentante dell’Unione Europea, Kallas, di presentare una proposta di sanzioni contro il ministro israeliano. Tra i reati ipotizzati dalla procura di Roma ci sono tortura e sequestro di persona, in relazione agli abbordaggi delle barche a vela dirette verso Gaza avvenuti a Creta e Cipro.

Tajani ha ribadito che l’Italia è un paese amico di Israele, ma ha sottolineato che non tollererà offese o tentativi di denigrazione. Ha inoltre evidenziato che anche altri paesi dell’Unione Europea, come Francia e Olanda, hanno mostrato interesse per l’adozione di sanzioni nei confronti di Ben-Gvir.

Situazione dei due italiani in Libia

Oltre alla questione delle dichiarazioni di Ben-Gvir, l’attenzione è rivolta anche alla situazione di due italiani, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, bloccati in Libia da due settimane. I due facevano parte del Global Sumud Land Convoy diretto verso Gaza e sono attualmente detenuti a Bengasi insieme ad altre otto persone. Tajani ha assicurato che il governo italiano sta seguendo da vicino la situazione e ha dato istruzioni ai rappresentanti diplomatici in Libia per intensificare la pressione per la loro liberazione. Oggi è prevista una nuova udienza davanti al procuratore libico, ma le autorità locali devono ancora formalizzare le accuse nei loro confronti.