Toni Servillo esprime preoccupazione per l’ascesa del generale Roberto Vannacci, leader del partito Futuro Nazionale, in un’intervista alla Sueddeutsche Zeitung. L’attore collega la crescita delle destre in Europa alla presenza di Vannacci nella politica italiana, sottolineando che il suo ritorno rappresenta un fenomeno inquietante.
Servillo, dopo Sal Da Vinci, sente la necessità di commentare le posizioni di Vannacci, in particolare quelle riguardanti il mondo LGBTQ. L’attore ritiene che il problema sia più ampio e che segni un ritorno di una componente del fascismo che si pensava ormai «sepolto». Ha dichiarato: «Abbiamo di nuovo un rappresentante del fascismo più buio, aggressivo e ignorante, che pensavamo di aver sepolto».
Il rischio per l’Europa
Servillo ha ampliato il suo ragionamento all’intero continente, esprimendo la sua preoccupazione per la crescita delle destre non solo in Italia, ma anche in Germania. Secondo l’attore, questo fenomeno riporta indietro di secoli non solo la cultura, ma anche i diritti civili e la libertà di opinione. Ha avvertito che se l’Europa non si sveglia in fretta, rischia di essere «divorata» da Paesi già scivolati in derive autoritarie.
Il suo appello è chiaro: l’Europa deve reagire per evitare che la storia si ripeta e che i valori democratici vengano minacciati da forze politiche che si rifanno a ideologie del passato. La situazione attuale, secondo Servillo, è un campanello d’allarme che non può essere ignorato.