La Commissione Europea ha posto un ultimatum al governo Meloni riguardo alla richiesta di prestiti del programma Safe per finanziare progetti sulla difesa. L’Italia ha tempo fino alla fine di luglio per decidere se avvalersi di circa 15 miliardi di euro, altrimenti tali fondi saranno redistribuiti ad altri Paesi membri dell’Unione Europea.
Secondo fonti vicine al dossier, è necessario che il governo italiano fornisca chiarezza sulla questione. Mentre l’Italia riflette sulla richiesta di prestiti e sull’importo da richiedere, l’esecutivo europeo sta procedendo con la firma di vari progetti esecutivi per garantire i finanziamenti ai 18 Paesi già aderenti al programma Safe. Inoltre, si stanno negoziando le modalità di partecipazione dell’Ungheria al programma, dopo il recente miglioramento dei rapporti tra Budapest e Bruxelles.
I prestiti Ue e i cambiamenti di Meloni
Alla fine del 2025, l’Italia aveva manifestato interesse per prestiti del programma Safe per un totale di 14,9 miliardi. Tuttavia, la premier Meloni ha deciso di non formalizzare la richiesta entro la scadenza del 31 maggio, segnalando un cambio di strategia in un periodo di tensione con la Commissione e i partner europei riguardo alle spese energetiche. Si è ipotizzato di ridurre la richiesta a circa 5 miliardi, ma questa decisione non è stata ancora ufficializzata.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso il suo disappunto riguardo a questa situazione, mentre il ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, sta valutando i costi e le possibilità di manovra finanziaria per il futuro. La pressione da parte dell’Unione Europea si fa sempre più intensa, con fonti anonime che sollecitano una decisione rapida.
Il confronto Crosetto-Giorgetti sulle spese militari
In un’intervista, Crosetto ha dichiarato che le decisioni riguardanti il programma Safe dipendono dalla capacità del Mef di gestire i fondi. Giorgetti ha confermato di voler completare le verifiche necessarie prima di prendere una decisione, sottolineando l’importanza di valutare se i 15 miliardi del programma Safe siano più vantaggiosi rispetto al finanziamento tramite emissione di Btp. Entro settembre, il governo dovrà definire e approvare il capitolo relativo all’aumento della spesa per la difesa, in linea con gli impegni internazionali assunti dall’Italia.
Crosetto ha espresso fiducia nel fatto che l’impegno per la spesa militare sarà mantenuto nella prossima legge di bilancio, sottolineando la buona collaborazione con Giorgetti, con il quale ha affermato di non avere conflitti.