L’idea può essere buona, ma ci vogliono garanzie.
E’ il succo del messaggio che l’ex premier e leader del M5S Giuseppe Conte ha mandato all’indirizzo di Elly Schlein riguardo il possibile coinvolgimento di Matteo Renzi (ex presidente del Consiglio, ex segretario Pd, ora guida di Italia Viva) nel Campo Largo.
E’ accaduto ieri, 11 ottobre 2026, durante il festival di Fanpage a Roma quando Conte ha chiesto esplicitamente garanzie a Schlein (segretaria del Partito Democratico) riguardo alla presenza di Renzi nella coalizione di Centrosinistra.
L’idea di Elly, i dubbi di Giuseppe
Nella fattispecie, il numero uno dei pentastellati ha espresso forti riserve sull’affidabilità politica del leader di Italia Viva, affermando in modo anche ironico, ma estremamente efficace:

“Non chiedo garanzie a Renzi, ma a Schlein chiedo di costruire paletti in modo che domani sia nella posizione di non fare danni”.
E tanto per sgombrare il campo da equivoci o creare un incidente diplomatico che possa far naufragare sul nascere un “rafforzamento” della coalizione, Conte ha chiarito di non voler porre dei veri e propri veti formali, ma di vedere nella figura di Renzi un elemento di debolezza elettorale che rischia di far fallire il progetto politico dopo un’eventuale vittoria, richiamando i passati Governi di Centrosinistra scioltisi “come neve al sole”.
“Anche perché purtroppo è già successo”, ha aggiunto il leader 5S con un chiaro riferimento all’esperienza del suo secondo Governo che cadde proprio per mano di Renzi:
“Se dopo uno o due anni sbagliamo, credo la delusione sarebbe così cocente da rischiare di avere Meloni per altri dieci anni. Non metto veti, ma un problema di affidabilità l’ho posto”.
Le garanzie di Schlein, nessun autogol o assist al Centrodestra
Intervenuta dallo stesso palco poco dopo, la segretaria del PD ha replicato che l’unica vera garanzia da offrire agli elettori è l’unità, sottolineando la necessità di “non ripetere gli errori del 2022 che hanno consegnato la vittoria alle destre. Non rifaremo mai più l’errore di dividerci”.
E ancora:
“È tempo di assumerci la responsabilità dell’alternativa. Pur nella diversità delle nostre posizioni, siamo nelle condizioni di trovare un accordo. Non ci dobbiamo alleare contro gli avversari ma per le cose che vogliamo fare insieme”.
In attesa di quelle su Renzi, le garanzie reciproche tra Conte e Schlein
Nel frattempo, Conte e Schlein si sono scambiati “garanzie” a vicenda.
Sul tema della leadership del campo progressista, Giuseppe Conte ha infatti offerto una rassicurazione al segretario dem: il Movimento 5 Stelle, assicura il suo presidente, continuerebbe a sostenere l’alleanza anche nel caso in cui il candidato alla guida del governo non fosse espressione pentastellata.
A suo dire, la lealtà del Movimento è già dimostrata dalle esperienze amministrative locali, dove i Cinque Stelle collaborano con il Pd e sostengono i sindaci eletti nell’ambito di accordi condivisi.
Dal canto suo, Schlein ha ridimensionato il peso delle primarie, considerate uno strumento utile se gestito nel modo giusto, piuttosto che un passaggio obbligato in ogni circostanza.
A sostegno della sua tesi ha richiamati la propria esperienza:
“Dopo aver vinto le primarie per la segreteria Pd, il giorno dopo ho lavorato insieme a Stefano Bonaccini, trasformando la competizione interna in un percorso di collaborazione e unità”.