Crisi Ue

Von der Leyen: aiuti energetici mirati alle famiglie più fragili

A Strasburgo annunciato dialogo strategico sulle raffinerie; previsti strumenti dedicati ai redditi bassi

Von der Leyen: aiuti energetici mirati alle famiglie più fragili

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ribadito che la risposta alla crisi energetica legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz deve concentrarsi sui nuclei più esposti, evitando misure generalizzate. L’obiettivo, ha spiegato intervenendo nella plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, è sostenere chi non riesce a far fronte all’aumento delle bollette senza alimentare ulteriormente la domanda e i costi complessivi.

Secondo von der Leyen, ad aprile la Commissione ha presentato AccelerateEu e introdotto un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato destinati ai settori industriali maggiormente esposti. Nello stesso contesto sono state delineate opzioni per aiutare le famiglie in difficoltà. Il sostegno, ha sottolineato, deve essere mirato e proporzionato alle necessità, perché gli aiuti a pioggia rischierebbero di avvantaggiare soprattutto i redditi più alti e di comportare costi elevati.

Voucher e interventi selettivi

La presidente della Commissione ha citato i sistemi di voucher energetici adottati in Francia e Romania come esempi di interventi rivolti alle famiglie a basso reddito. La linea indicata è quella di un sostegno su misura, capace di proteggere le persone più vulnerabili senza ampliare la pressione sulla domanda di energia. Nel frattempo, ha osservato von der Leyen, imprese e cittadini stanno già risentendo dell’incremento dei costi e la situazione potrebbe peggiorare con l’avvicinarsi dell’inverno.

La presidente ha quindi sollecitato un’azione immediata, collegandola alla necessità di affrontare anche i problemi strutturali del sistema energetico. Le sue dichiarazioni arrivano in vista del Vertice Ue del 15 e 16 ottobre, nel quale i Paesi membri saranno chiamati a discutere le risposte alla crisi e le misure per ridurne gli effetti sulle famiglie e sul sistema produttivo.

Prezzi, approvvigionamenti e raffinerie

Nel suo intervento a Strasburgo, von der Leyen ha riferito che, dalla fine di febbraio, i prezzi del gas sono aumentati del 140%, mentre quelli del gasolio sono raddoppiati. Dall’inizio della guerra in Iran, ha aggiunto, i combustibili fossili importati sono costati all’Europa 100 miliardi di euro in più. La presidente ha invitato a utilizzare la crisi per rafforzare la posizione dell’Unione e ridurre le vulnerabilità che restano sul fronte degli approvvigionamenti.

Richiamando la crisi energetica seguita alla guerra in Ucraina, von der Leyen ha ricordato che quattro anni fa la Russia forniva il 45% delle importazioni di gas dell’Unione e che, dopo l’interruzione delle forniture, i Paesi europei hanno diversificato le fonti e accelerato gli investimenti nell’energia pulita prodotta internamente. Oggi, secondo i dati citati dalla presidente, la quota di gas russo è scesa dal 45% al 12% e dovrebbe arrivare a zero entro la fine del prossimo anno. Oltre il 70% dell’elettricità europea, ha aggiunto, proviene da fonti locali e pulite, comprese rinnovabili e nucleare.

La Commissione europea intende inoltre avviare un dialogo strategico sulle raffinerie europee. L’iniziativa, ha spiegato von der Leyen, dovrebbe contribuire a ridurre i costi e a garantire le forniture necessarie, anche in relazione alle esigenze della difesa. Il confronto sarà presieduto dai commissari Jorgensen e Kubilius. La presidente ha concluso sostenendo che le decisioni adottate oggi dovranno seguire la stessa logica delle misure prese durante la crisi del 2022: maggiore diversificazione, investimenti interni e minore dipendenza dalle fonti esterne.