Ricerca molecolare

Aifa rimborsa una nuova terapia per il tumore al seno metastatico

Inavolisib con palbociclib e fulvestrant ha mostrato benefici su progressione e sopravvivenza in pazienti selezionate dal biomarcatore Pik3Ca

Aifa rimborsa una nuova terapia per il tumore al seno metastatico

Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha approvato la rimborsabilità di inavolisib in combinazione con palbociclib e fulvestrant per alcune pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico. L’indicazione riguarda i tumori positivi ai recettori ormonali, negativi per Her2, resistenti ai trattamenti endocrini e caratterizzati da una mutazione del gene Pik3Ca.

La decisione, comunicata da Roche l’11 settembre 2026, rende disponibile in Italia il trattamento per una popolazione selezionata sulla base delle caratteristiche molecolari della malattia. Il carcinoma mammario Hr+/Her2- rappresenta circa il 70% dei tumori della mammella; secondo i dati citati nella nota, la mutazione di Pik3Ca è presente in circa il 40% dei casi metastatici di questo sottotipo ed è associata all’attivazione della via Pi3K e alla resistenza alle terapie endocrine standard.

I risultati dello studio clinico

La rimborsabilità si basa sui risultati dello studio registrativo di fase 3 Inavo120, pubblicato sul New England Journal of Medicine nell’ottobre 2024. La ricerca ha coinvolto 325 pazienti con malattia localmente avanzata o metastatica, endocrino-resistente, Hr+/Her2- e con mutazione Pik3Ca. Le partecipanti hanno ricevuto la combinazione di inavolisib, palbociclib e fulvestrant oppure palbociclib e fulvestrant da soli.

Nel gruppo trattato con la combinazione, il rischio di progressione della malattia o di morte è risultato inferiore del 57% rispetto al gruppo di controllo. La sopravvivenza libera da progressione mediana è stata di 15 mesi, contro 7,3 mesi. L’aggiornamento dei dati ha inoltre indicato una sopravvivenza globale mediana di 34 mesi, rispetto ai 27 mesi osservati con la sola combinazione di palbociclib e fulvestrant, con una riduzione del rischio di decesso del 33%.

Il ruolo dei test molecolari

Giuseppe Curigliano, professore di Oncologia medica all’Università degli Studi di Milano e direttore della divisione Nuovi farmaci per terapie innovative dell’Istituto europeo di oncologia, ha definito il risultato un ulteriore passo nell’oncologia di precisione. L’esperto ha sottolineato l’importanza di individuare la mutazione prima di impostare il trattamento e ha indicato come rilevanti sia il prolungamento della sopravvivenza libera da progressione sia il beneficio sulla sopravvivenza globale.

Umberto Malapelle, professore associato all’Università Federico II di Napoli, ha evidenziato la necessità di identificare tempestivamente il biomarcatore Pik3Ca. L’analisi può essere condotta sul tessuto tumorale oppure sul sangue, attraverso la ricerca del Dna tumorale circolante, utilizzando tecniche di sequenziamento di nuova generazione. In un quadro caratterizzato dalla presenza di diversi biomarcatori, la standardizzazione dei referti e il coordinamento tra patologi, biologi molecolari e oncologi sono indicati come elementi utili a orientare le scelte cliniche.

Antonella Campana, presidente della Fondazione IncontraDonna, ha definito l’approvazione un segnale rilevante per la medicina di precisione, richiamando però la necessità di garantire un accesso uniforme e tempestivo ai test molecolari e ai trattamenti su tutto il territorio nazionale. Roche ha ricordato il proprio impegno storico nella ricerca sul carcinoma mammario e ha spiegato che sono in corso studi per valutare inavolisib in altre indicazioni e nuove molecole nei tumori ormono-sensibili.