Salute quotidiana

Cambio dell’ora, cosa può succedere al sonno in autunno

Tra sabato e domenica, lancette indietro: possibili disturbi temporanei, con indicazioni pratiche per accompagnare l’adattamento

Cambio dell’ora, cosa può succedere al sonno in autunno

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 tornerà l’ora solare. Alle 3 le lancette degli orologi dovranno essere spostate indietro fino alle 2. Il cambiamento consente di dormire un’ora in più secondo l’orario ufficiale, ma non garantisce automaticamente un riposo più lungo o di migliore qualità: l’organismo può avere bisogno di alcuni giorni per adeguarsi al nuovo ritmo.

Gli effetti sul riposo

A spiegare le possibili conseguenze dello spostamento è Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Milano – La Statale, past president di Anpas e vicepresidente di Samaritan International. Il medico sottolinea che il passaggio autunnale è generalmente più tollerabile di quello primaverile, ma può risultare più evidente per chi presenta già un sonno fragile.

Il nostro orologio biologico risponde soprattutto alla luce e alla regolarità delle abitudini. Per questo, nei giorni successivi al cambio dell’ora possono comparire sonnolenza, risvegli anticipati, irritabilità e difficoltà di concentrazione. Si tratta in genere di effetti temporanei, che non devono essere confusi con l’accorciamento stagionale delle giornate: l’arrivo dell’autunno riduce progressivamente le ore di luce, mentre lo spostamento delle lancette ne modifica soltanto la distribuzione rispetto agli orari abituali.

Le abitudini utili

Per accompagnare l’adattamento è consigliabile mantenere regolari gli orari del sonno e dei pasti, cercando di trascorrere tempo all’aperto nelle ore di luce e di continuare a svolgere attività fisica. La sera può essere utile ridurre gli stimoli, evitare pasti troppo abbondanti e limitare il consumo di caffeina e alcol. Nei bambini, l’avvicinamento al nuovo orario può essere sostenuto conservando i rituali che precedono il riposo e modificando gradualmente le abitudini.

Un’alimentazione varia ed equilibrata contribuisce al benessere generale, ma nessun singolo alimento può rimettere in ordine l’orologio biologico. Il cambio dell’ora, osserva Pregliasco, non costituisce di per sé una ragione per ricorrere a integratori o prodotti destinati a favorire il sonno. L’attenzione deve riguardare anche la sicurezza: la sonnolenza alla guida o durante attività che richiedono concentrazione è un segnale da non sottovalutare.

Se insonnia, stanchezza o alterazioni dell’umore persistono e interferiscono con la vita quotidiana, è opportuno parlarne con un medico senza attribuire automaticamente ogni disturbo al cambio dell’ora. Il rispetto dei tempi di riposo resta una componente della prevenzione e non un’attività da relegare dopo tutti gli altri impegni.