Il mercato delle sostanze stupefacenti si amplia con molecole sintetiche spesso difficili da riconoscere e dagli effetti non sempre conosciuti. Secondo il rapporto della SIPaD, nell’arco di un anno sono state introdotte in Italia 92 nuove sostanze, mentre aumentano gli accessi al pronto soccorso legati al consumo di droghe.
La composizione delle nuove molecole
Il fenomeno non riguarda soltanto le sostanze considerate tradizionali, come cocaina e oppioidi. Accanto a queste sono comparsi composti di nuova generazione, la cui composizione può risultare complessa da individuare e i cui effetti sull’organismo non sono sempre noti.
La quota più consistente delle molecole censite appartiene ai cannabinoidi sintetici e semisintetici, che rappresentano il 30 per cento del totale. Seguono i catinoni sintetici, con il 17 per cento, e le arilcicloesilamine, che raggiungono il 10 per cento.
Fenetilamine e oppioidi sintetici costituiscono ciascuno il 9 per cento delle nuove sostanze introdotte. La distribuzione descritta dal rapporto mostra la varietà delle molecole che possono arrivare sul mercato e la difficoltà di ricondurle rapidamente a categorie già conosciute.
Acquisti e identificazione
Alla difficoltà di riconoscere le sostanze si aggiunge quella di intercettare i canali attraverso i quali vengono acquistate. Le nuove molecole possono infatti essere vendute attraverso circuiti difficili da controllare e con denominazioni o caratteristiche che non consentono al consumatore di conoscere realmente la composizione del prodotto.
Il rischio riguarda quindi sia la fase di individuazione delle sostanze sia la possibilità di valutarne gli effetti. In assenza di informazioni certe sull’origine e sugli ingredienti, anche il consumatore può non essere consapevole di ciò che assume. Il rapporto SIPaD collega il quadro alla crescita degli accessi al pronto soccorso, senza indicare nel testo disponibile dati numerici sull’incremento.