Una recente ricerca scientifica ha rivelato che oltre il 60% delle zanzare tentava di mordere anche in presenza di lozioni o spray a base di DEET, un composto chimico considerato uno dei più efficaci repellenti antizanzare. Questo studio, pubblicato sul Journal of Experimental Biology, suggerisce che gli insetti possano apprendere dall’esperienza e modificare il proprio comportamento in base agli odori associati al cibo.
Con l’aumento delle temperature e l’allungamento delle estati, le zanzare stanno diventando un problema sempre più serio, non solo come fastidio nelle serate all’aperto, ma anche per la loro capacità di trasmettere virus come dengue, chikungunya e Zika. L’Europa, attualmente, è il continente che si riscalda più rapidamente, e gli esperti hanno notato un incremento della stagione delle zanzare e la diffusione di specie invasive come la zanzara tigre.
Zanzare e apprendimento associativo
Per verificare se le zanzare potessero effettivamente “imparare” a riconoscere il repellente, i ricercatori hanno applicato un meccanismo di apprendimento associativo simile a quello degli esperimenti di Ivan Pavlov. Proprio come i cani associavano il suono di una campanella all’arrivo del cibo, le zanzare potrebbero collegare l’odore del DEET a una fonte di nutrimento. Lo studio si è concentrato sulla specie Aedes aegypti, nota anche come zanzara della febbre gialla, che è uno dei principali vettori di virus pericolosi.
Inizialmente, gli scienziati hanno osservato che le zanzare tendevano ad evitare il DEET, il quale agisce interferendo con i recettori olfattivi degli insetti, rendendo più difficile per loro individuare l’essere umano attraverso odori, anidride carbonica e sudore. Durante i test, il repellente veniva diffuso attorno a una sacca di sangue caldo, simulando la presenza umana, e le zanzare tendevano ad allontanarsi.