Allerta sanitaria

Morbillo, la Società Italiana di Pediatria lancia l’allarme sulle seconde dosi

Nel Paese la prima copertura arriva al 94,8%, mentre il richiamo resta all’84,4%; 651 contagi nell’ultimo anno europeo

Morbillo, la Società Italiana di Pediatria lancia l’allarme sulle seconde dosi

Il morbillo torna al centro dell’attenzione dopo la morte di un bambino a New York, un caso che ha riacceso il dibattito sulle coperture vaccinali. In Italia, a quasi dieci anni dall’introduzione dell’obbligo vaccinale, la protezione della popolazione non ha ancora raggiunto livelli sufficienti per fermare la circolazione della malattia. L’allarme arriva dalla Società Italiana di Pediatria, sulla base dei dati ufficiali del ministero della Salute.

Tra il 2016 e il 2024 la quota di bambini che ha ricevuto la prima dose è salita dall’87,3% al 94,8%, avvicinandosi all’obiettivo del 95%. Il risultato resta però incompleto perché la seconda dose si è fermata all’84,4%. La distanza dalla soglia necessaria a interrompere la trasmissione del virus evidenzia la presenza di gruppi ancora esposti all’infezione, anche tra le fasce di età successive all’infanzia.

I dati italiani nel quadro europeo

Negli ultimi dodici mesi l’Italia ha registrato 651 casi di morbillo, il dato più alto tra i Paesi dell’Unione europea. Complessivamente, tra settembre 2025 e ottobre 2026, nell’Ue sono stati rilevati 2.325 casi: quelli italiani rappresentano oltre un quarto del totale. Il 93,3% dei contagiati risulta non vaccinato, un’elemento che conferma il legame tra la diffusione della malattia e le lacune nella prevenzione.

Le aree italiane maggiormente interessate sono Campania, Calabria, Lazio e Toscana. Nel 2024 nessuna di queste regioni ha raggiunto il 95% di copertura con due dosi. I valori rilevati vanno dal 67,88% della Sicilia al 94,3% dell’Umbria, con differenze significative nella capacità di completare il ciclo previsto.

L’appello dei pediatri

Per il presidente della Società Italiana di Pediatria, Rino Agostiniani, la morte registrata negli Stati Uniti ricorda che il morbillo non è una malattia innocua. I dati europei, secondo il pediatra, mostrano che il virus continua a circolare e che l’Italia risente di coperture vaccinali non adeguate. La priorità indicata è individuare e recuperare le persone non protette, non soltanto tra i bambini, ma anche tra adolescenti e giovani adulti.

Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico vaccinazioni della SIP, sottolinea che, mentre la prima dose ha registrato progressi, la copertura con la seconda resta insufficiente e negli ultimi anni ha mostrato una lieve flessione. L’obiettivo, spiega, non può limitarsi ad aumentare il numero di bambini che cominciano il percorso vaccinale: è necessario accompagnarli fino al suo completamento. Per colmare le lacune viene indicato un’impegno coordinato di tutti i soggetti coinvolti, perché una protezione incompleta mantiene gruppi suscettibili e può avere conseguenze gravi.