Sanità integrata

Prevenzione delle infezioni, al centro la continuità assistenziale

A Palermo esperti discutono modelli condivisi tra strutture, operatori e pazienti

Prevenzione delle infezioni, al centro la continuità assistenziale

La sicurezza del paziente nei passaggi tra ospedale, strutture intermedie e servizi territoriali è stata al centro dell’ICA Day, iniziativa dedicata all’innovazione tecnologica, agli investimenti e alla governance del rischio infettivo. L’incontro si è svolto il 10 settembre 2026 al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo, su iniziativa di Hcrm e in collaborazione con Bistoncini Partners.

Il confronto ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni sanitarie, dell’ospedale e del territorio, della medicina generale, della sanità privata, della ricerca e dell’industria dei dispositivi medici. L’obiettivo era analizzare il rischio infettivo oltre i confini dei singoli luoghi di cura e individuare modelli organizzativi e procedure integrate lungo l’intero percorso assistenziale.

Il passaggio tra ospedale e territorio

Tra i punti evidenziati durante i lavori c’è il trasferimento del paziente dall’ospedale ai servizi territoriali, considerato uno dei momenti più delicati dell’assistenza. In questa fase cambiano professionisti, organizzazioni, strumenti e responsabilità. La frammentazione può rendere più difficile la continuità delle informazioni e incidere sulla sicurezza, da qui la necessità di procedure condivise, ruoli definiti e standard comuni.

Paolo Calcinaro, assessore alla Sanità e alle politiche sociali della Regione Marche, ha sottolineato che la sicurezza non dovrebbe dipendere dalla capacità dei singoli operatori di ricostruire ogni volta il percorso seguito dal paziente, ma essere sostenuta dall’organizzazione. Secondo Calcinaro, ospedale, territorio e strutture intermedie devono essere collegati attraverso responsabilità chiare, informazioni accessibili e processi in grado di accompagnare la persona anche nelle fasi di transizione.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre osservato che le esperienze maturate nei diversi territori possono essere messe a sistema. La continuità assistenziale, in questa prospettiva, non viene considerata un risultato affidato a iniziative individuali, ma una caratteristica strutturale del Servizio sanitario.

Organizzazione, dati e tecnologie

Barbara Ragonese, direttrice Qualità, accreditamento e rischio clinico dell’Irccs Ismett-Upm, ha ricondotto la gestione del rischio infettivo alla capacità di governare i processi. Procedure, tecnologie e strumenti di monitoraggio, è stato rilevato, possono risultare efficaci quando sono inseriti in un’organizzazione con ruoli, responsabilità e modalità operative chiari e condivisi.

La discussione ha proposto un approccio sistemico, nel quale organizzazione, integrazione, continuità assistenziale, innovazione e dati concorrono allo stesso obiettivo. L’innovazione tecnologica è stata descritta non come un fine autonomo, ma come uno strumento da valutare in base alla capacità di migliorare lo scambio di informazioni tra professionisti, sostenere le decisioni e rendere più efficace il monitoraggio dei percorsi.

La riflessione conclusiva dell’ICA Day ha indicato nella responsabilità condivisa lungo l’intero percorso di cura il principale elemento per rafforzare la prevenzione. La governance del rischio infettivo richiede quindi modelli applicabili a contesti diversi e processi capaci di collegare strutture e operatori, mantenendo sicurezza e continuità anche quando cambia il luogo dell’assistenza.