Le scuole svizzere hanno deciso di bocciare tutti i giovani rimasti feriti nell’incendio del locale Le Constellation a Crans-Montana, avvenuto la notte di Capodanno, mentre in Italia tutti gli studenti coinvolti nella tragedia sono stati promossi. Questa decisione ha suscitato forti polemiche e proteste da parte delle famiglie dei ragazzi, che la definiscono una mancanza di umanità incredibile.
Secondo le autorità scolastiche svizzere, non sarebbe possibile equiparare gli studenti che hanno frequentato regolarmente le lezioni a coloro che, a causa delle loro condizioni di salute, hanno dovuto assentarsi per mesi. La notizia delle bocciature è emersa attraverso una chat tra i familiari dei ragazzi coinvolti, italiani, francesi e svizzeri, dove i genitori italiani hanno appreso della situazione dai genitori svizzeri.
Il caso di Giuseppe
Il padre di Giuseppe, uno degli ex ricoverati al Niguarda, ha raccontato al Corriere della Sera: “Le scuole sostenevano che non era possibile equiparare chi aveva frequentato tutti i mesi a chi ne aveva frequentati solo pochi”. Giuseppe, che è stato seguito dal liceo Gonzaga, è riuscito a completare il programma scolastico grazie a piani didattici personalizzati e alla didattica a distanza attivati dalle scuole italiane.
In Italia, le scuole hanno dimostrato una maggiore flessibilità, consentendo a tutti gli studenti di superare l’anno nonostante le difficoltà legate alla loro degenza. Giuseppe, che continua le cure e affronta ancora problemi di concentrazione legati al trauma, ha espresso il desiderio di non perdere anche i compagni di classe, sottolineando l’importanza del supporto scolastico in un momento così difficile.