Scuola superiore

Pellegrini: MeMo è il punto di forza del progetto Merita

Cinque istituzioni fanno rete per accompagnare giovani con genitori privi di laurea

Pellegrini: MeMo è il punto di forza del progetto Merita

MeMo è l\’elemento di punta del progetto Merita, secondo Stefania Pellegrini, direttrice del Collegio Superiore dell\’Università di Bologna. La valutazione è stata espressa il 24 settembre 2026 durante il convegno conclusivo dell\’iniziativa, ospitato dalla Scuola Superiore Sant\’Anna di Pisa.

Nel suo intervento, Pellegrini ha sottolineato il valore del programma di orientamento rivolto a studentesse e studenti con genitori non laureati. MeMo rappresenta una delle attività centrali di Merita, progetto al quale partecipano cinque scuole di studi superiori con l\’obiettivo di accompagnare giovani provenienti da tutta Italia nel percorso di conoscenza dell\’università e delle opportunità formative.

La collaborazione tra le cinque scuole

Tra gli aspetti più rilevanti dell\’esperienza, la direttrice del Collegio Superiore ha indicato il lavoro in rete tra istituzioni con caratteristiche differenti. Le scuole coinvolte sono tre strutture collegate ad atenei e due scuole autonome. Nonostante questa diversità organizzativa, ha spiegato Pellegrini, i partner sono riusciti a lavorare in sintonia, mettendo a confronto competenze, metodi e capacità.

Per la responsabile dell\’ateneo bolognese, la collaborazione ha consentito alle diverse realtà di crescere insieme, riconoscendo anche le proprie difficoltà e affrontandole attraverso il confronto con le esperienze e i punti di forza degli altri istituti. Il modello di rete è stato quindi indicato come uno degli elementi positivi del progetto, sia per la costruzione delle attività sia per la possibilità di sviluppare interventi più mirati.

Il contributo del Collegio Superiore

Il Collegio Superiore dell\’Università di Bologna ha partecipato alla sperimentazione di MeMo partendo da un progetto già sperimentato dalla Scuola Superiore Sant\’Anna. L\’istituzione bolognese ha seguito l\’impianto dell\’iniziativa, contribuendo però a personalizzarlo sulla base delle proprie caratteristiche e delle esigenze legate all\’orientamento verso l\’università.

Pellegrini ha definito significativa l\’opportunità di accompagnare ragazze e ragazzi che arrivavano da diverse parti del Paese. L\’attività ha permesso al Collegio di mettere a disposizione la propria esperienza e di sperimentare modalità di lavoro rivolte a una platea di giovani non necessariamente già inseriti in percorsi di alta formazione.

Il progetto ha coinvolto non soltanto i direttori delle scuole, ma anche il personale amministrativo e gli studenti del Collegio Superiore. Questi ultimi hanno svolto il ruolo di tutor, assumendo il compito di guidare i partecipanti più giovani. Per l\’istituzione bolognese, ha concluso Pellegrini, l\’esperienza ha rappresentato una nuova sfida organizzativa e formativa, destinata a proseguire con l\’intenzione di migliorare ulteriormente le attività e di attribuire, nelle future iniziative territoriali, una connotazione specifica a ciascuna scuola.