Resistenza culturale

Resistenza al ddl Valditara: la letteratura per l’infanzia come strumento

Il progetto Zoom Out promuove la letteratura per affrontare il ddl Valditara.

Resistenza al ddl Valditara: la letteratura per l’infanzia come strumento

La letteratura per l’infanzia diventa il fulcro di una nuova resistenza contro il ddl Valditara, un decreto che mira a regolare la vita delle scuole italiane nei prossimi anni. Il progetto Zoom Out, un’iniziativa triennale finanziata da Erasmus+, coinvolge dieci partner provenienti da Spagna, Croazia, Italia e Polonia, e si propone di promuovere il pensiero critico e i valori della cittadinanza attraverso la letteratura per l’infanzia, affrontando le interconnessioni tra divari sociali e oppressioni.

Durante la conferenza finale tenutasi a Roma, sono emerse le esperienze di realtà come l’ Escola La Sinia di Barcellona, la Komplementarna Niepubliczna Szkoła Podstawowa (Knsp) di Biadacz, e la Osnovna škola Josip Pupacić in Croazia. Anche la scuola Pisacane di Torpignattara è stata citata come esempio di multiculturalismo e coesione, insieme al progetto IBBY Silent Books. Destinazione Lampedusa, che ha l’obiettivo di dotare l’isola di una biblioteca per i più giovani.

Critiche al ddl Valditara

Il ddl Valditara è stato criticato per il suo approccio all’educazione, in particolare per quanto riguarda l’educazione sessuo-affettiva. Paola De Nigris, presidente di Scosse, ha sottolineato che il decreto non consente l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole dell’infanzia e primaria, imponendo l’obbligo del consenso informato per le famiglie nelle scuole secondarie. Questo, secondo De Nigris, rappresenta un attacco diretto alla libertà pedagogica, negando il ruolo educativo e sociale degli insegnanti.

Il progetto Zoom Out ha lavorato per tre anni per scardinare le barriere imposte da questo decreto, utilizzando i libri come strumenti per raccontare un mondo complesso e promuovere l’inclusione e la diversità. La presidente di Scosse ha evidenziato che oggi le classi sono intersezionali, con bambini e bambine che presentano diverse abilità, origini e identità di genere. Negare la possibilità di affrontare questa complessità significa negare l’esistenza di molti studenti, appiattendo la realtà su una visione eurocentrica e binaria.

Una comunità in resistenza

Malek Bahri del Blocco Decoloniale ha affermato che la comunità si interroga sull’educazione, partendo dalla scelta dei libri da portare nelle scuole e dall’identità degli autori. La complessità fa paura, poiché richiede risposte articolate, mentre la politica tende a preferire soluzioni semplici. Claudia Pratelli, assessora alla Scuola di Roma Capitale, ha confermato l’impegno dell’amministrazione a continuare a investire in percorsi di educazione all’affettività, sottolineando l’importanza di discutere di relazioni, rispetto e differenze per la crescita delle giovani generazioni.

La campagna Zoom Out, con le illustrazioni dell’artista Cristina Zafra, evidenzia come i libri possano essere semi che creano nuovi mondi e sfidano i pregiudizi. Nonostante le restrizioni, la comunità coinvolta nel progetto promette di continuare il proprio lavoro, affermando che “consenso o no, noi continueremo a lavorare”.