Alex Schwazer, marciatore di 41 anni, è stato trovato positivo a un controllo antidoping per la terza volta nella sua carriera. Secondo la Nada, l’Agenzia Nazionale Antidoping della Germania, l’atleta avrebbe assunto Epo, con tracce di eritropoietina rinvenute sia nei campioni di urina che in quelli di sangue. La notizia è stata comunicata dalla stessa agenzia attraverso una nota stampa.
Schwazer è stato sospeso in via cautelare dopo i controlli effettuati in seguito alla maratona dei campionati tedeschi, svoltasi il 26 aprile 2026, dove l’atleta aveva ottenuto il terzo tempo al mondo e stabilito il record italiano con un tempo di 3h01’55.
Storia di accuse e squalifiche
In passato, Schwazer era già risultato positivo all’Epo nel 2012, alla vigilia delle Olimpiadi di Londra. Dopo una squalifica di tre anni, era tornato ad allenarsi con Sandro Donati, noto per le sue battaglie contro il doping. Tuttavia, nel 2016, Schwazer risultò nuovamente positivo, questa volta agli steroidi.
Se nella prima occasione aveva ammesso le proprie responsabilità, in questo caso ha sempre respinto le accuse, sostenendo di essere stato vittima di un complotto internazionale. A sostegno della sua tesi, diventata anche un docufilm su Netflix, c’è l’archiviazione per “non aver commesso il fatto” da parte del Gip del Tribunale di Bolzano. Nonostante le controversie, Schwazer fu squalificato per otto anni.