A 24 ore dall’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc, si avvia una nuova fase per la Nazionale italiana, che per la terza volta consecutiva è rimasta fuori dai Mondiali. I primi passi della rivoluzione azzurra prevedono l’insediamento di un nuovo direttore tecnico e di un nuovo CT. Malagò ha delineato l’identikit dell’allenatore, sottolineando che deve abbracciare il progetto in modo completo, senza limitarsi a un approccio superficiale.
Il nome di Roberto Mancini, ex CT della Nazionale e amico di Malagò, era inizialmente considerato il favorito per tornare in panchina, dopo la sua esperienza in Arabia Saudita con l’Al-Sadd. Tuttavia, le quotazioni di Antonio Conte, già alla guida della Nazionale dal 2014 al 2016, stanno guadagnando terreno. Per quanto riguarda il ruolo di direttore tecnico, Paolo Maldini sembra essere il candidato principale, con dettagli finali da definire secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport.
Le perplessità sul ritorno di Mancini
Malagò desidera iniziare con un nome di spessore per la rifondazione della Nazionale. Sebbene il ritorno di Mancini fosse considerato quasi certo, i club di Serie A non sembrano convinti, a causa del modo in cui l’ex CT ha lasciato la Nazionale per trasferirsi in Arabia Saudita. Beppe Marotta, presidente dell’Inter e sostenitore di Malagò, ha espresso dubbi sul ritorno di Mancini, complicando ulteriormente la situazione.
Il nodo ingaggio per Conte
Con il nome di Conte che riemerge, la questione dell’ingaggio diventa cruciale. Dopo due stagioni al Napoli, Conte è disponibile e cerca un’esperienza meno stressante rispetto a quella di un club. Tuttavia, il suo stipendio, che nell’ultimo anno ammontava a 9 milioni, potrebbe necessitare di una riduzione. Altri nomi come Stefano Pioli e Marco Farioli sono considerati, mentre Claudio Ranieri sembra essere escluso dalla corsa.