L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato in Aula la proposta di legge sul fine vita, nata da un’iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni. Il provvedimento riguarda il suicidio medicalmente assistito e arriva al termine di un percorso sostenuto da quasi 5mila cittadine e cittadini umbri.
Il voto in Aula
A commentare l’approvazione è stata Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa, che in una nota ha espresso soddisfazione, gioia e commozione per il risultato raggiunto. Secondo Bistocchi, il passaggio rappresenta una pagina storica per il territorio e colloca l’Umbria tra le Regioni che hanno già adottato provvedimenti sul tema, pur appartenendo a diversi schieramenti politici.
La presidente ha sottolineato che il percorso è accomunato dalla volontà di garantire diritti ai malati, senza imporre una scelta a chi vive condizioni di sofferenza. Nel suo intervento ha definito il suicidio medicalmente assistito una scelta legata alla civiltà e alla dignità della persona, respingendo l’idea che possa essere considerato una barbarie.
Il riferimento a Laura Santi
Nel commentare l’approvazione, Bistocchi ha richiamato anche la figura di Laura Santi (copertina), indicata come simbolo e volto del lungo percorso che ha portato alla proposta. La presidente ha ricordato il contenuto dell’ultima lettera di Santi, centrato sul diritto di riconoscere valore alla vita anche nelle condizioni più difficili, ma anche sulla possibilità che sia la persona costretta a vivere una sofferenza estrema a decidere per sé.
Il riferimento a Santi accompagna così la lettura politica e umana data dalla presidente al voto dell’Aula. Per Bistocchi, con l’approvazione della legge l’Assemblea legislativa ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di offrire una risposta concreta alle persone che vivono situazioni di sofferenza estrema.
La proposta, partita da una raccolta di firme promossa dall’associazione Luca Coscioni, è stata quindi approvata dall’organo legislativo regionale dopo essere stata sottoscritta da migliaia di cittadini dell’Umbria. La dichiarazione della presidente lega il provvedimento ai temi dell’autodeterminazione, della dignità e della tutela dei diritti nel percorso di fine vita.