Caso giudiziario

Giulia Tramontano, la Cassazione conferma la premeditazione

Le motivazioni richiamano somministrazioni crescenti nei mesi antecedenti al delitto

Giulia Tramontano, la Cassazione conferma la premeditazione

La Corte di Cassazione ha riconosciuto la presenza di elementi utili a sostenere la premeditazione nell’omicidio di Giulia Tramontano, uccisa il 27 maggio 2023. Le motivazioni richiamano in particolare la condotta attribuita ad Alessandro Impagnatiello e la progressiva somministrazione di veleno per topi alla donna, che era incinta di sette mesi.

La vicenda processuale è tornata al centro dell’attenzione dopo che, lo scorso aprile, la Cassazione aveva disposto un Appello bis. Nelle motivazioni pubblicate a giugno, i giudici hanno indicato la necessità di riesaminare alcuni elementi ritenuti rilevanti per stabilire se l’idea di uccidere Giulia fosse maturata diversi mesi prima del delitto.

Il veleno somministrato nel tempo

Tra gli aspetti sottolineati dalla Suprema Corte c’è l’incremento della somministrazione di veleno per topi, iniziata nel dicembre 2022. Secondo quanto riportato nelle motivazioni, la quantità sarebbe aumentata proprio nell’ultimo mese e mezzo prima della morte. Per i togati, questo dato avrebbe dovuto essere valutato in modo più approfondito nel precedente giudizio.

La Cassazione ha infatti osservato che la Corte d’Appello aveva trascurato di considerare l’aumento della somministrazione nel periodo precedente al 27 maggio 2023. L’elemento, letto insieme agli altri aspetti della vicenda, è stato indicato come potenzialmente significativo per ricostruire quando sarebbe maturato il progetto omicidiario attribuito a Impagnatiello.

Le motivazioni si concentrano dunque sulla dimensione temporale della condotta e sulla possibilità che l’intenzione di uccidere fosse già emersa molti mesi prima dell’omicidio. La Suprema Corte ha chiesto un nuovo esame sul punto, rinviando la valutazione alla fase di Appello bis.

Il procedimento riguarda la morte di Giulia Tramontano, uccisa mentre era al settimo mese di gravidanza. Il nuovo passaggio processuale dovrà verificare gli elementi richiamati dalla Cassazione e stabilire il loro peso ai fini della contestazione della premeditazione, sulla base delle valutazioni della corte competente.