La vicenda della morte di David Rossi, ex responsabile della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, torna al centro di nuovi accertamenti. Secondo quanto riferito, le Direzioni distrettuali antimafia di Firenze, Brescia e Bologna stanno esaminando il caso con l’obiettivo di verificare l’eventuale presenza di elementi riconducibili alla criminalità organizzata.
Gli atti trasmessi a Firenze
Sarebbe stata la Procura di Siena a inviare gli atti alla Procura di Firenze, competente per i reati legati alla criminalità organizzata in Toscana. Il trasferimento sarebbe avvenuto dopo un esposto presentato dalla moglie di Rossi, Antonella Tognazzi, e dalla figlia, Carolina Orlandi, che da anni chiedono di approfondire la vicenda come possibile omicidio.
La Dda di Brescia segue invece il fascicolo da quando, la scorsa estate, gli atti sono arrivati sul tavolo della pm Claudia Passalacqua. L’obiettivo degli investigatori sarebbe verificare eventuali legami con ambienti della criminalità organizzata presenti nel Mantovano, con particolare attenzione all’area di Viadana.
I rapporti finanziari da verificare
Tra gli aspetti da approfondire figurerebbero anche possibili intrecci con la cosca di ’ndrangheta Grande Aracri, originaria di Cutro, in Calabria, e da tempo radicata tra il Mantovano e l’Emilia. Le verifiche riguarderebbero, in particolare, alcuni movimenti finanziari collegati alla gestione delle sponsorizzazioni di Mps.
La banca disponeva di un budget annuale di 50 milioni di euro per le sponsorizzazioni. Nel Mantovano sosteneva anche una squadra di rugby, ma poco prima della morte di Rossi si sarebbe verificato un taglio di circa 10 milioni di euro. Sono questi alcuni degli elementi indicati nel quadro degli accertamenti, mentre le richieste della famiglia puntano da tempo a riaprire l’ipotesi dell’omicidio.