Bilancio umbro

Terremoto in Valnerina, dieci anni dopo la ricostruzione prosegue

Restano 877 nuclei in attesa, mentre gli interventi pubblici e religiosi avanzano tra Norcia, Cascia e Preci

Terremoto in Valnerina, dieci anni dopo la ricostruzione prosegue

Sono trascorsi dieci anni dal terremoto che il 30 ottobre 2016, alle 7:40, colpì l’Appennino centrale con una magnitudo di 6.5. La scossa, registrata a circa 9 chilometri di profondità, ebbe l’epicentro tra Norcia, Preci e Castelsantangelo sul Nera, al confine tra Umbria e Marche. Secondo l’INGV, fu l’evento sismico più forte registrato in Italia dopo il terremoto del 1980 in Irpinia, di magnitudo 6.9.

Il sisma arrivò dopo le scosse del 24 agosto, che avevano devastato l’area di Amatrice, e quelle del 26 ottobre. Non ci furono vittime, ma il terremoto provocò feriti, crolli e l’evacuazione di numerosi residenti. Tra i danni più simbolici ci fu il crollo della basilica di San Benedetto a Norcia. A dieci anni di distanza, la ricostruzione presenta un’avanzamento significativo sul piano amministrativo e ha restituito alla comunità diversi edifici e luoghi di culto, ma restano aperti cantieri complessi e la questione dello spopolamento delle aree interne.

Gli interventi privati

I dati diffusi il 29 ottobre dalla Struttura commissariale e dalla Regione Umbria, sulla base delle elaborazioni dell’Ufficio speciale ricostruzione, indicano che dal 2016 sono stati aperti 4.054 cantieri privati, dei quali 2.625 risultano conclusi. I contributi concessi ammontano a circa 1,64 miliardi di euro, mentre le somme già liquidate sono pari a 1,09 miliardi.

Per la ricostruzione leggera sono stati completati 2.107 cantieri, l’89% di quelli avviati. Nel comparto della ricostruzione pesante, invece, i lavori terminati sono 518, circa il 31% del totale. È questo il segmento che concentra la parte più consistente delle attività ancora da completare, perché gli interventi strutturalmente più complessi richiedono tempi più lunghi.

L’indice complessivo di attuazione delle procedure di competenza dell’USR è pari al 92%, con nove pratiche su dieci evase. Il dato riguarda l’iter amministrativo e non coincide con la conclusione dei lavori. A Norcia sono state accolte 1.322 istanze, pari al 73%, mentre 336, il 19%, sono state rigettate o archiviate.

Case, opere pubbliche e patrimonio

In Umbria sei famiglie su dieci sono già rientrate nelle proprie abitazioni. Restano tuttavia 877 nuclei familiari in attesa, in calo rispetto alle 1.731 richieste di assistenza abitativa, tra CAS, SAE e altre forme, registrate nel 2022.

Per la ricostruzione pubblica sono stati programmati 834 milioni di euro destinati a 574 interventi finanziati. Il 97,5% risulta avviato, almeno attraverso la nomina del responsabile del procedimento. Nel 2026 sono stati restituiti alla città di Norcia il Palazzo comunale, dotato di isolatori sismici, e il Teatro civico. A Cascia sono tornati disponibili il Municipio e la chiesa di San Francesco. Nel giorno dell’anniversario sono inoltre previste le inaugurazioni degli edifici ospedalieri di Norcia e Cascia, ricostruiti con criteri antisismici.

Per il patrimonio religioso e culturale sono stati finanziati 194 interventi, con risorse pari a 153 milioni di euro. L’80% delle opere, includendo la progettazione, è stato avviato. La basilica di San Benedetto è stata riaperta il 30 ottobre 2025. A Preci proseguono le attività in vista della restituzione dell’abbazia di Sant’Eutizio: sono già stati completati la copertura della chiesa e il ricollocamento del rosone ricomposto con i frammenti originali. A Norcia sono invece iniziati i lavori sul complesso monumentale di San Francesco.

Il progetto più ambizioso riguarda Castelluccio di Norcia, dove è stata scelta una ricostruzione integrata pubblico-privato. Il piano prevede una piastra di fondazione con 300 isolatori sismici, destinata a sostenere edifici privati e spazi pubblici. Sul fronte dell’istruzione è stata individuata una nuova impresa per la ripresa dei lavori del polo scolastico di Norcia, mentre continuano quelli dell’istituto Beato Simone Fidati di Cascia.

Il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera, ha riferito al Corriere dell’Umbria che la ricostruzione pesante sarebbe al 60% e le opere pubbliche tra il 50 e il 60%, con il completamento al 100% delle opere già finanziate. Le stime comunali non coincidono con le statistiche regionali dell’USR, che adottano criteri differenti. Nella strategia commissariale rientra anche la candidatura della Civitas Appenninica a Capitale europea della cultura 2033, con Norcia come capofila.