«Non è stata una tragedia, ma un’omicidio per negligenza».
Laetitia Brodard-Sitre, madre di Arthur, giovane svizzero morto nel rogo di Capodanno a Crans-Montana, ha parlato così prima di entrare nell’aula del Politecnico di Sion. Nell’incendio hanno perso la vita 41 persone e altre 115 sono rimaste ferite.
La donna ha contestato l’uso del termine tragedia, ritenendolo inadatto a descrivere quanto accaduto. A suo giudizio, infatti, non si sarebbe trattato di un’evento imprevedibile, ma di un’esito che, secondo le sue parole, «ci si aspettava». La dichiarazione è arrivata mentre nell’istituto della capitale del Vallese era in programma l’interrogatorio di Jacques Moretti, proprietario del locale andato a fuoco.
L’audizione del proprietario
All’interrogatorio stanno assistendo numerosi familiari delle vittime dell’incendio e, per la prima volta, anche alcuni feriti. Secondo le prime informazioni emerse, Moretti ha comunicato agli inquirenti che intende avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande relative a possibili episodi di riciclaggio di denaro.
Su questa ipotesi di reato la procura ha aperto un filone d’indagine. Nel fascicolo compare un rapporto dell’ufficio federale svizzero Fedpol, nel quale vengono segnalati sui conti correnti dell’imprenditore movimenti definiti «anomali» e «transazioni opache». Gli accertamenti finanziari si aggiungono quindi alle verifiche sulle circostanze dell’incendio e sulle eventuali responsabilità nella gestione del locale.
Moretti, secondo quanto riferito, è arrivato poco dopo le 7, con largo anticipo rispetto all’orario fissato per le 9, per evitare le telecamere e i giornalisti. L’imprenditore si trova agli arresti con l’accusa di aver picchiato la moglie. Era previsto un confronto tra i due, ma dopo l’episodio di violenza domestica la procura del Vallese ha deciso di ascoltare soltanto l’uomo.
Il dolore dei familiari
Nell’aula dell’audizione erano presenti oltre cento persone tra inquirenti, avvocati e parti civili. Prima di partecipare all’interrogatorio, Astrid Panine, madre di Cyanne, la cameriera del Constellation morta nell’incendio dopo aver appiccato inconsapevolmente il fuoco con una candela pirotecnica, ha spiegato di non avere paura di Moretti.
«Mia figlia ha lavorato per lui per quattro anni. Non è lui che volevo vedere, ma Jessica, che scappa sempre dalle responsabilità», ha dichiarato la donna ai giornalisti. Panine ha aggiunto di essere presente «per i miei ragazzi, per tutte le vittime e anche per i feriti», ricordando la sofferenza di persone a lei vicine coinvolte nell’incendio.