Johnson & Johnson guarda ai prossimi decenni di attività in Italia partendo dai risultati raggiunti nei suoi 50 anni di presenza nel Paese. Il tema è stato affrontato da Jacopo Murzi, amministratore delegato di Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia, durante l’evento organizzato nello stabilimento di Latina per celebrare l’anniversario della farmaceutica italiana del gruppo.
Nel suo intervento, Murzi ha indicato nella ricerca uno degli ambiti sui quali concentrare l’impegno futuro. Secondo quanto riferito dall’amministratore delegato, Johnson & Johnson ha attualmente oltre 127 studi clinici attivi in Italia, con il coinvolgimento di 7.500 pazienti. L’obiettivo indicato è continuare a sviluppare attività di ricerca nel Paese, con l’intento di contribuire a individuare risposte per i bisogni di cura ancora privi di soluzioni adeguate.
Produzione e accesso alle terapie
Un’altro elemento richiamato durante l’incontro riguarda il contributo produttivo del sito di Latina. Lo stabilimento, ha spiegato Murzi, realizza più di 4 miliardi di compresse e destina all’estero il 97% della produzione. La presenza industriale è stata collegata anche ai temi dell’accesso all’innovazione e della disponibilità di nuove terapie per le persone affette da patologie con bisogni ancora insoddisfatti.
Nel ragionamento sul futuro, l’amministratore delegato ha quindi accostato ricerca, produzione e accesso ai trattamenti. La prospettiva indicata è quella di una collaborazione capace di sostenere il sistema sanitario italiano e di orientare gli investimenti verso aree nelle quali persistono necessità di cura. Le considerazioni sono state formulate nel quadro delle celebrazioni per il mezzo secolo di attività della farmaceutica in Italia.
Le priorità per i prossimi anni
Murzi ha individuato tre direttrici principali. La prima riguarda il tempo di accesso ai farmaci, considerato un fattore decisivo per i pazienti. La seconda è la valorizzazione degli investimenti realizzati in Italia, Paese che, secondo l’azienda, rappresenta un contesto rilevante per le attività produttive e di ricerca.
La terza priorità indicata è una governance in grado di rendere più prevedibili gli elementi destinati a caratterizzare la sanità italiana. Una maggiore capacità di programmazione, nella lettura proposta dall’amministratore delegato, dovrebbe consentire alle aziende di pianificare con più chiarezza le proprie attività e di valutare eventuali ulteriori investimenti nel Paese. Il confronto sul futuro del settore è stato inserito nel bilancio dei primi 50 anni di sviluppo dell’azienda in Italia.