“Mi chiedi se avevo paura? Sì, avevo paura. Poi ho smesso di averne”. Questa frase, che accompagna la quarta di copertina, riassume il messaggio centrale de ‘L’antimafia dei fatti. Vita di un siciliano atipico’ (Baldini+Castoldi/Nave di Teseo), il libro in cui l’imprenditore siciliano Sebastiano Buglisi racconta la sua esperienza personale e imprenditoriale, attraversando oltre mezzo secolo di storia italiana. Dalla sua infanzia nella Sicilia rurale fino alle denunce contro la criminalità organizzata, il racconto include intimidazioni, processi e una profonda riflessione sulla legalità.
Il volume è aperto da Guido Ruotolo, uno dei più noti giornalisti italiani che hanno affrontato il tema mafia, il quale definisce la storia di Buglisi “la storia di un incubo”, un’esperienza che avrebbe potuto “ammutolire l’anima e il cuore di chiunque”. La vicenda di Buglisi inizia nella Sicilia del dopoguerra, dove cresce in una casa senza elettricità, studia alla luce di una lampada a petrolio e lavora nei campi, apprendendo fin da piccolo il valore del sacrificio.
Il percorso professionale di Buglisi
Da questa realtà, Buglisi costruisce il proprio percorso professionale: diventa prima geometra, poi amministratore pubblico e infine imprenditore, fondando EdS, un’azienda che opera nei settori delle infrastrutture, telecomunicazioni ed energia. Con la crescita dell’impresa, però, arrivano anche le minacce: attentati ai mezzi di cantiere, incendi dolosi, intimidazioni e richieste di pizzo. Invece di cedere, Buglisi decide di denunciare, collaborando con Carabinieri e magistratura, partecipando attivamente alle indagini e contribuendo all’arresto e alla condanna di membri di Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita.
Oltre la cronaca giudiziaria
Il libro non si limita a una cronaca giudiziaria, ma esplora anche il meccanismo culturale che alimenta il potere mafioso: l’idea che il successo imprenditoriale sia possibile solo attraverso la corruzione. ‘L’antimafia dei fatti’ si configura quindi come un racconto di un’Italia che raramente trova spazio nei media, quella degli imprenditori che rifiutano compromessi, pagando spesso un prezzo personale elevato. La frase “Avevo paura. Poi ho smesso di averne” diventa così la sintesi di una scelta di vita di un siciliano atipico, che trasforma il coraggio in una responsabilità quotidiana.