Traffico merci

Cantiere Pnrr: calo del traffico merci ferroviario e rischi per il settore

Il traffico ferroviario merci è diminuito dell'8,1% nel primo semestre 2026, preoccupazioni per il futuro

Cantiere Pnrr: calo del traffico merci ferroviario e rischi per il settore

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) dovrebbe trasformare la rete ferroviaria italiana in un sistema più moderno ed efficiente. Tuttavia, la concentrazione dei cantieri e le interruzioni stanno avendo effetti negativi sul traffico merci, con un calo dell’8,1% nel primo semestre del 2026. Questo potrebbe portare il volume di traffico a livelli inferiori a quelli del 2015.

I dati forniti da Fermerci evidenziano una contrazione significativa: nel primo semestre del 2026, il traffico ferroviario merci ha raggiunto 23,7 milioni di treni/km, rispetto ai 25,8 milioni dello stesso periodo del 2025. Questo segna una perdita di oltre due milioni di treni/km. Se la tendenza attuale continua, il 2026 potrebbe chiudere con circa 45 milioni di treni/km, quasi nove milioni in meno rispetto al picco del 2021.

Cause e conseguenze

Secondo Fermerci, le interruzioni necessarie per i lavori del Pnrr sono la causa principale di questo calo. L’associazione non attribuisce la responsabilità a Rfi, che sta cercando di mantenere la massima capacità residua per gli operatori, ma sottolinea un errore nella programmazione iniziale del Pnrr. Sarebbe stato opportuno prevedere un fondo per compensare le imprese colpite dalle interruzioni.

Il Direttore Generale di Fermerci, Giuseppe Rizzi, ha dichiarato che è essenziale intervenire subito per sostenere gli operatori e sviluppare un piano pluriennale per recuperare i volumi persi. Molti clienti, infatti, hanno già abbandonato il trasporto ferroviario per passare alla gomma, e riportarli sui binari sarà una sfida complessa.

Prospettive future

La situazione è particolarmente preoccupante poiché, nonostante la transizione ecologica favorisca il trasporto su ferro, il settore potrebbe tornare a livelli di traffico simili a quelli del 2015. Rizzi ha avvertito che la caduta del traffico potrebbe vanificare anni di politiche e incentivi per il riequilibrio modale. Se non si interviene, il settore potrebbe trovarsi con meno treni e operatori al termine dei lavori del Pnrr.

Per affrontare questa emergenza, Rizzi ha proposto misure immediate, come il rifinanziamento delle misure esistenti e la riduzione del pedaggio ferroviario. Inoltre, è necessario un programma di rilancio che rafforzi gli incentivi esistenti, adeguandoli all’inflazione e ai costi crescenti. Senza un intervento tempestivo, il rischio è di arrivare a un’infrastruttura migliore, ma con un sistema industriale indebolito e una parte della domanda persa per sempre.