Ultimatum Iran

Iran, richiesta agli Usa: riapertura di Hormuz solo con condizioni

Teheran richiede il ritiro delle forze Usa e il termine della guerra

Iran, richiesta agli Usa: riapertura di Hormuz solo con condizioni

L’Iran ha posto condizioni chiare agli Stati Uniti per la riapertura dello Stretto di Hormuz, vitale per il commercio marittimo internazionale. Teheran, in collaborazione con Oman, ha annunciato di essere vicina a un’intesa sulla gestione di questa strategica via di navigazione. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohammad Bagher Zolghadr, ha esortato Washington a revocare il blocco navale, a ritirare le forze militari e a porre fine definitivamente alla guerra in atto.

Tra le richieste specifiche di Teheran figurano il risarcimento per i danni causati dal conflitto e lo sblocco dei beni iraniani attualmente congelati. In una dichiarazione diffusa dai media statali, Zolghadr ha affermato: “Finché l’America non correggerà il suo comportamento, lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto”.

Contatti diplomatici in corso

Il dibattito sulla riapertura dello Stretto rimane centrale nei contatti diplomatici tra Iran e Oman. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha comunicato che Teheran è “molto vicina” a un accordo con Oman riguardo alla gestione del passaggio. Tuttavia, ha specificato che la riapertura dipenderà da ulteriori condizioni. Il ministero degli Esteri omanita ha descritto i negoziati come “positivi e costruttivi”, e una bozza di accordo sarebbe stata raggiunta, ora in attesa di approvazione finale.

La posizione americana

Negli Stati Uniti, secondo fonti della Cnn, il presidente degli Stati Maggiori Riuniti, generale Dan Caine, ha sottolineato l’urgenza di trovare una via d’uscita dal conflitto. Le opzioni militari per un’ulteriore escalation potrebbero ritorcersi contro Washington, e le sole azioni aeree non consentirebbero di raggiungere gli obiettivi stabiliti dal presidente Donald Trump. Caine ha discusso questi timori con figure chiave dell’amministrazione, inclusi il direttore della CIA John Ratcliffe, il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente JD Vance. L’intento è quello di esplorare alternative strategiche senza inviare truppe di terra in Iran, un’opzione alla quale Trump si è fino ad ora opposto.

Intanto, i combattimenti continuano anche in Yemen, dove il governo riconosciuto a livello internazionale ha lanciato operazioni contro i ribelli Houthi, supportati dall’Iran. Inoltre, i media iraniani hanno trasmesso un video della Guida suprema Mojtaba Khamenei, che non appare in pubblico da quando ha assunto il potere, alimentando speculazioni sulle sue condizioni e posizione.