Guida pratica

Condizionatore inefficiente: cause, verifiche e possibili guasti

Sporcizia, ostacoli, dispersione termica e anomalie tecniche possono ridurre il rendimento dell’apparecchio domestico

Condizionatore inefficiente: cause, verifiche e possibili guasti

Con le temperature elevate delle ultime settimane, il condizionatore è diventato per molte persone uno strumento essenziale per affrontare il caldo. Può però accadere che l’apparecchio sembri non emettere aria fredda, oppure che il raffreddamento risulti insufficiente rispetto alle attese. Prima di ipotizzare un guasto, è utile verificare alcune condizioni di funzionamento di base.

Il primo controllo riguarda la temperatura impostata e la modalità selezionata. Secondo le indicazioni di Enea, una regolazione a 26 gradi può essere adeguata; il dispositivo deve inoltre essere impostato sulla funzione raffreddamento, indicata dalla voce cool o dal simbolo del fiocco di neve. In presenza di umidità elevata, la modalità deumidificazione può contribuire a rendere più confortevole l’ambiente, perché l’aria umida fa percepire una temperatura più alta di quella effettiva.

Filtri e bocchette da controllare

Una delle cause più comuni della ridotta efficacia è la presenza di filtri sporchi. La polvere accumulata ostacola il passaggio dell’aria nello split e limita la sensazione di fresco. I filtri possono essere estratti e lavati con acqua, seguendo le istruzioni del modello. Anche l’unità esterna richiede attenzione: griglie e ventole devono essere mantenute libere da polvere, foglie, polline e smog, elementi che nel tempo possono ridurre lo scambio termico e l’efficienza dell’impianto.

La manutenzione, ricorda Enea, riguarda anche i tubi del circuito refrigerante, che devono essere adeguatamente isolati. Un apparecchio costretto a lavorare in condizioni non ottimali può arrivare a consumare fino al 30% in più rispetto ai parametri di fabbrica. Nei filtri e nelle ventole interne non sottoposti a pulizia possono inoltre annidarsi muffe e batteri, compreso il batterio della legionella, indicato nella fonte come potenzialmente mortale. Per gli impianti con potenza superiore a 12 kW in estate e 10 kW in inverno sono previsti libretto d’impianto e controlli periodici.

Un altro ostacolo può trovarsi davanti alle bocchette: tende, mobili o sporcizia sulle griglie interne ed esterne impediscono il corretto movimento dell’aria e lo scambio termico. Anche l’isolamento della stanza incide sul risultato. Porte e finestre aperte favoriscono la dispersione del fresco e, quando la temperatura esterna è molto alta, l’apparecchio può impiegare più tempo per raffreddare l’ambiente.

Quando può trattarsi di un guasto

Se i controlli di base non risolvono il problema, tra le ipotesi c’è una perdita di gas refrigerante. Il gas circola in un circuito sigillato e non si esaurisce autonomamente: una sua diminuzione può quindi indicare una micro-perdita nelle tubazioni, da riparare prima di procedere a una nuova ricarica. La presenza di ghiaccio sull’unità esterna è uno dei segnali associati a questa eventualità.

Il mancato raffreddamento può dipendere anche dal compressore, il motore collocato nell’unità esterna. Se non entra in funzione, dalle bocchette continuerà a uscire aria a temperatura ambiente. Un’ulteriore possibilità riguarda il termostato: un sensore difettoso può rilevare in modo errato la temperatura e non inviare al sistema il comando per avviare il ciclo di raffreddamento. In questi casi la verifica dell’impianto e l’eventuale intervento sul circuito o sui componenti devono essere affidati a personale qualificato.