Ricerca nordica

Caffè quotidiano, variazioni negli ormoni sessuali in Finlandia

Esaminati 2.264 adulti nati nel 1966: legami più marcati tra uomini, metabolismo e proteine circolanti

Caffè quotidiano, variazioni negli ormoni sessuali in Finlandia

Una ricerca condotta in Finlandia ha rilevato un’associazione tra il consumo abituale di caffè e alcuni indicatori ormonali negli uomini e nelle donne. L’analisi è stata realizzata dall’Università di Oulu sui dati di 2.264 persone nate nel 1966. I risultati, pubblicati il 21 agosto 2026, riguardano in particolare i livelli degli ormoni sessuali e alcuni parametri legati alla composizione corporea e alla salute metabolica.

A parità di indice di massa corporea, le persone che dichiaravano un consumo maggiore della bevanda presentavano una quantità inferiore di grasso totale e viscerale e una massa muscolare più elevata rispetto a chi ne consumava meno. Si tratta di differenze osservate all’interno del campione e non di effetti dimostrati direttamente dall’assunzione di caffè.

Le differenze tra uomini e donne

Le associazioni più marcate sono emerse tra gli uomini. Un consumo più elevato è risultato collegato a un profilo glucosio-insulina considerato più favorevole, a concentrazioni superiori di testosterone totale e a livelli più alti di SHBG, la globulina che lega gli ormoni sessuali nel sangue. Questi elementi sono stati valutati insieme agli altri dati clinici e fisici raccolti dai ricercatori.

Nelle donne, invece, il quadro ormonale associato al consumo di caffè è apparso più limitato. L’analisi ha evidenziato soprattutto valori più elevati di SHBG e livelli inferiori di androgeni liberi. Il risultato non consente di stabilire se la bevanda provochi direttamente i cambiamenti osservati, né se vi siano altri fattori a spiegare le differenze tra i partecipanti.

Un’associazione da verificare

Gli autori ipotizzano che i meccanismi ormonali possano spiegare almeno in parte il rapporto osservato tra consumo di caffè e salute metabolica. La ricerca, però, è di tipo osservazionale: per questo mette in evidenza associazioni e non rapporti di causa-effetto. Non è dunque possibile concludere, sulla base di questi dati, che bere più caffè determini un aumento degli ormoni sessuali o un miglioramento della composizione corporea.

Il contesto finlandese rende il lavoro particolarmente rilevante per le abitudini locali. La Finlandia è infatti tra i Paesi con il consumo più alto al mondo, con una media annua indicata dai ricercatori in circa 11,8 chilogrammi pro capite. Questo dato descrive la diffusione della bevanda nel Paese, ma non modifica i limiti metodologici dell’analisi.

Gli stessi ricercatori indicano la necessità di ulteriori lavori per capire se sia il caffè a determinare i cambiamenti biologici e quali composti possano essere coinvolti. Questi aspetti sono già oggetto di indagine su modelli animali, con l’obiettivo di arrivare in futuro a studi più approfonditi sull’uomo. Fino a nuove verifiche, i risultati devono quindi essere interpretati come un punto di partenza per la ricerca e non come una prova degli effetti ormonali della bevanda.