Scenario bellico

Ucraina, Zelensky: elezioni e guerra al centro del confronto

Il presidente respinge il voto durante il conflitto e riferisce di avanzate, perdite, raid e nuovi aiuti occidentali

Ucraina, Zelensky: elezioni e guerra al centro del confronto

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto l’ipotesi di svolgere elezioni durante la guerra, definendo il voto un rischio enorme per la tenuta del Paese. La consultazione, ha affermato, potrebbe trasformarsi in uno tsunami capace di dividere l’Ucraina. La posizione è arrivata dopo le richieste dell’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, che ha sollecitato la preparazione del ripristino del ciclo democratico a livello locale, parlamentare e presidenziale.

Fedorov ha inoltre chiesto a Zelensky di rispondere alle domande sulla corruzione nel governo. In un’intervista alla Bbc, l’ex ministro ha parlato di un’indagine su un presunto piano per sottrarre oltre 3 milioni di dollari destinati alla cauzione di un ex ministro dell’Energia accusato di riciclaggio. Un alto funzionario dell’ufficio presidenziale, ritenuto coinvolto, è stato licenziato. Il portavoce di Zelensky ha ricordato che Fedorov ha fatto parte dei governi ucraini dal 2019. L’ex ministro ha detto di non avere prove di una corruzione personale del presidente e di non aver mai ricevuto da lui incarichi contrari alla legge.

Le dichiarazioni sul fronte

Secondo quanto riferito da Zelensky, le forze ucraine hanno quasi completamente liberato la regione di Dnipropetrovsk: resterebbero tre piccoli insediamenti, per circa 10 chilometri quadrati, da sottrarre al controllo russo. Il presidente ha sostenuto che nel 2026 Kiev potrebbe raggiungere un equilibrio tra territori occupati e aree riconquistate. Dall’inizio dell’anno, ha detto, le forze ucraine avrebbero liberato 820 chilometri quadrati, a fronte dei 990 occupati dalla Russia. Le autorità di Kiev hanno anche annunciato di aver colpito un lanciatore Iskander vicino ai confini ucraini.

Zelensky ha stimato in circa 267 mila le perdite russe dall’inizio del 2026, comprese 155 mila vittime, mentre il bilancio complessivo dall’invasione del febbraio 2022 avrebbe superato 1,47 milioni di effettivi. Si tratta di dati forniti dalla parte ucraina. Mosca, secondo Kiev, mantiene la pressione verso Kostjantynivka, Slov’jans’k e Kramatorsk e tenta di creare una zona cuscinetto nelle regioni di Charkiv e Sumy. Lo Stato Maggiore ucraino ha riferito di 254 combattimenti in 24 ore, con gli scontri più intensi nei settori di Kostyantynivka e Pokrovsk. DeepState ha invece segnalato la conquista russa di Rodynske, vicino a Pokrovsk, nel Donetsk.

Raid, vittime e sostegno occidentale

Gli attacchi hanno interessato anche le aree urbane. A Izyum, il 23 agosto, tre bombe guidate russe hanno ferito due civili e danneggiato circa 20 abitazioni, automobili e linee elettriche. Nella regione di Zaporizhzhia sono stati segnalati 559 attacchi contro 40 centri abitati, con tre morti e 20 feriti. A Kharkiv, un drone a reazione Shahed ha colpito due case private causando quattro feriti. In territorio russo, le autorità di Orenburg hanno riferito di un incendio provocato dalla caduta di detriti su un magazzino del marketplace Ozon, senza vittime, mentre a Bryansk sarebbero stati abbattuti 98 droni. Il governatore russo di Sebastopoli ha inoltre riferito della caduta di detriti su un autobus, con due morti; l’episodio non è stato corredato da immagini indipendenti nel testo.

Il presidente russo Vladimir Putin ha minacciato rappresaglie contro i settori economici ucraini dopo gli attacchi alla logistica russa e ha definito stravaganti e inaccettabili le proposte di pace di Kiev. Mosca ha parlato anche di possibili colloqui tra Putin e Donald Trump al vertice Apec in Cina, qualora entrambi partecipassero. Sul piano internazionale, Zelensky ha annunciato nuovi radar e un sistema SAMP/T dalla Francia, oltre a un’intesa con la Germania per 600 missili PAC-2 nel biennio 2027-2028. Il cardinale Matteo Zuppi ha infine confermato l’intenzione di recarsi in Russia alla fine di settembre per sostenere gli sforzi diplomatici della Santa Sede.