La guerra in Ucraina è arrivata al giorno 1645 con nuovi attacchi, dichiarazioni contrapposte e segnali sul piano diplomatico. A Mosca sono arrivati il direttore della Cia John Ratcliffe e l’inviato della Santa Sede Paul Richard Gallagher, mentre il Cremlino ha ribadito il rifiuto di una zona economica libera nel Donbas amministrata da una parte terza.
Attacchi e vittime
Nel Mar Nero, secondo il governatore di Sebastopoli Mikhail Razvozhayev, le forze russe hanno intercettato e distrutto tre missili da crociera ucraini Flamingo. I vettori, ha riferito, sarebbero stati colpiti a notevole distanza dalla costa. Il ministero della Difesa russo ha inoltre sostenuto di aver colpito navi mercantili, una petroliera e infrastrutture portuali nei pressi di Pivdennyi, Odessa e Chornomorsk.
In Ucraina, un attacco con droni russi ha colpito Chernihiv, nel nord del Paese. Le autorità locali hanno riferito della morte di una donna e di una bambina di quattro anni, mentre una ragazza di 14 anni è rimasta ferita. L’Aeronautica militare ucraina ha affermato che nella notte sono stati lanciati 162 droni contro 18 località e che 134 sono stati abbattuti.
Le autorità russe hanno denunciato a loro volta vittime e danni in diverse regioni. A Belgorod, il governatore ad interim ha riferito di un morto e dodici feriti dopo attacchi attribuiti a Kiev. Nella regione di Lipeck, lo schianto di un drone ucraino avrebbe provocato l’incendio di un’abitazione e la morte di un uomo e di un ragazzo di 14 anni; due donne sono rimaste ferite.
A Kotovsk, nella regione di Tambov, un incendio ha interessato un centro logistico di Wildberries, dopo attacchi con droni ucraini secondo le autorità russe. La struttura è stata evacuata e un dipendente è rimasto ferito. Il governatore ha riferito che le fiamme hanno interessato un’area molto estesa. Le forze russe hanno dichiarato di aver abbattuto 16 droni nei cieli della regione.
Colloqui e posizioni politiche
La visita di Ratcliffe a Mosca, riportata da media statunitensi sulla base di fonti anonime, è stata confermata come viaggio ma non nei suoi contenuti. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha precisato che il capo della Cia non ha incontrato il presidente Vladimir Putin. Non sono stati indicati pubblicamente interlocutori e temi dei colloqui, che secondo le ricostruzioni riguarderebbero Ucraina e Iran.
Gallagher ha incontrato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e ha ribadito la disponibilità della Santa Sede a offrire i propri buoni uffici per favorire una soluzione pacifica. L’inviato vaticano ha trasmesso l’appello di Papa Leone XIV alla fine delle ostilità e all’avvio di negoziati. Mosca, però, ha definito impossibile un dialogo costruttivo con i Paesi europei finché sosterranno Kiev.
Il Cremlino ha respinto la proposta ucraina di una zona economica libera nel Donbas, sostenendo che la regione sia parte della Federazione Russa. Peskov ha definito inoltre inaccettabile l’eventuale presenza di contingenti militari di Paesi Nato in Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invece illustrato un piano discusso con Stati Uniti ed Europa, basato su cessate il fuoco, zona economica libera, ritiro delle truppe e garanzie di sicurezza.
Sul fronte interno ucraino, l’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov ha dichiarato a Reuters che il Paese sta lentamente perdendo la guerra e ha bisogno di una svolta e di un piano. L’ufficio presidenziale ha contestato le sue parole, ricordando i giudizi positivi espressi in passato sulla strategia militare di Kiev. Intanto Mosca e Kiev, secondo la commissaria russa per i diritti umani Yana Lantratova, stanno lavorando a un nuovo scambio di prigionieri di guerra, descritto come consistente, con le liste ancora in fase di accordo.