QUADRO BELLICO

Tensione tra Mosca e Londra, minacce sul fronte ucraino

Zakharova evoca ritorsioni contro obiettivi britannici; proseguono raid, scontri, contatti diplomatici

Tensione tra Mosca e Londra, minacce sul fronte ucraino

Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha affermato che Mosca potrebbe colpire strutture militari britanniche dentro o fuori dall’Ucraina in risposta agli attacchi condotti sul territorio russo con armi fornite da Londra. La dichiarazione, rilanciata dall’agenzia Interfax, arriva mentre il conflitto prosegue con raid, combattimenti lungo il fronte e nuove tensioni sul possibile coinvolgimento diretto dei Paesi europei.

Zakharova ha inoltre definito un obiettivo militare legittimo qualsiasi contingente straniero presente in Ucraina che, secondo la Russia, ostacoli le operazioni delle sue forze. La portavoce ha attribuito ai politici occidentali la responsabilità di un’eventuale escalation e ha criticato le esercitazioni annunciate dalla Coalizione dei volenterosi nei Paesi dell’Unione europea vicini all’Ucraina, interpretandole come un passo verso un maggiore coinvolgimento della Nato.

Attacchi e combattimenti

Nella notte sono state segnalate esplosioni a Kiev, dove l’Aeronautica ucraina ha riferito della presenza di missili balistici diretti verso la capitale e altre città, tra cui Odessa. Nei distretti di Podilskyi e Shevchenkivskyi sono caduti detriti e frammenti di edifici danneggiati; al momento delle comunicazioni non erano state accertate eventuali vittime. A Kryvyi Rih, un attacco russo con missili balistici contro un impianto industriale ha provocato due feriti, secondo il capo del consiglio di difesa cittadino Oleksandr Vilkul.

La Russia ha rivendicato anche un’azione con droni nel porto di Izmail, nella regione di Odessa, sostenendo di aver colpito una nave portarinfuse, tre serbatoi di carburante e infrastrutture utilizzate per lo scarico di materiale militare. Mosca e Kiev si accusano reciprocamente di attacchi contro la navigazione e le infrastrutture del Mar Nero. Nella regione di Lugansk, le autorità filorusse hanno invece riferito di un attacco ucraino contro un autobus di linea costato la vita a nove persone, tra cui una donna di 20 anni morta in ospedale.

Diplomazia e posizioni internazionali

La direzione della centrale nucleare di Zaporizhzhia ha denunciato un attacco con drone contro l’area di stoccaggio a secco del combustibile nucleare esausto. Non sono stati forniti dettagli su danni o conseguenze. Sul terreno, il capo di Stato maggiore russo Valery Gerasimov ha sostenuto che le truppe di Mosca abbiano superato in alcuni tratti la prima linea difensiva dell’area Sloviansk-Kramatorsk e stiano combattendo in diversi centri abitati. Si tratta di una versione diffusa dalla Tass, non accompagnata nel testo da verifiche indipendenti.

Secondo il Wall Street Journal, il direttore della Cia John Ratcliffe avrebbe incontrato Vladimir Putin a Mosca e lo avrebbe esortato a non attaccare Paesi membri della Nato. La visita, riferita anche da media statunitensi, sarebbe stata una delle missioni di più alto livello compiute da un funzionario americano in Russia dall’inizio dell’invasione del 2022. Nella capitale russa il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha incontrato l’inviato vaticano Paul Richard Gallagher, che ha richiamato l’importanza del dialogo. Il Cremlino ha respinto la proposta ucraina di una zona economica nel Donbass amministrata da una parte terza, ribadendo che considera la regione territorio russo e che giudica inaccettabile la presenza di contingenti Nato in Ucraina.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato esercitazioni congiunte della Coalizione dei volenterosi tra ottobre e novembre. Fonti del governo italiano hanno precisato che l’Italia non parteciperà alle attività, in linea con la posizione espressa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni contraria all’invio di soldati italiani in Ucraina. Sul piano energetico, fonti citate da Reuters hanno riferito che le quattro principali raffinerie russe di Lukoil risultano ferme o fortemente limitate dopo precedenti attacchi con droni, ma non hanno indicato i tempi per il ripristino delle attività.