La Russia minaccia possibili rappresaglie contro strutture militari britanniche, dentro e fuori dall’Ucraina, in risposta agli attacchi condotti sul territorio russo con armamenti forniti da Londra. L’avvertimento è stato rilanciato il 27 agosto 2026 dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, mentre il conflitto resta segnato dallo stallo dei negoziati di pace e dall’intensificazione degli attacchi.
Secondo quanto riferito da fonti citate dal Wall Street Journal e da Cbs News, il direttore della Cia John Ratcliffe si sarebbe recato a Mosca per mettere in guardia le autorità russe dall’ipotesi di attacchi contro Paesi membri della Nato. Il Cremlino ha confermato l’esistenza di contatti con i servizi di sicurezza russi, ma ha negato che vi sia stato un incontro con il presidente Vladimir Putin. Serghei Naryshkin, capo dei servizi segreti russi per l’estero, ha definito il colloquio un normale incontro di lavoro, senza elementi insoliti.
Le versioni contrapposte sulla minaccia alla Nato
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha respinto le notizie secondo cui Mosca starebbe valutando un attacco ai Paesi dell’Alleanza, definendole prive di rapporto con la realtà e basate su allarmismi. Un alto funzionario europeo ha dichiarato, invece, che i servizi del continente non rilevano un rischio immediato di un attacco russo contro i Paesi europei e i membri della Nato, precisando che non vi sarebbero segnali in tal senso sul campo.
La Commissione europea ha inoltre fatto sapere di non essere stata informata in anticipo della visita di Ratcliffe. La portavoce Paula Pinho ha riferito che il direttore della Cia non aveva comunicato il viaggio a Bruxelles. Il portavoce Thomas Regnier ha aggiunto che l’Unione sta già procedendo sul fronte della difesa nell’ambito del piano Readiness 2030 e dello strumento Safe, attraverso stanziamenti e contratti per oltre 90 miliardi di euro.
Raid in Ucraina e sviluppi sul fronte
Nella notte le forze russe hanno colpito diverse aree dell’Ucraina. A Kiev sono state segnalate esplosioni e la caduta di detriti nei distretti di Podilskyi e Shevchenkivskyi, anche nei pressi di edifici residenziali e di una scuola. A Odessa sono stati danneggiati infrastrutture, un istituto scolastico e un edificio residenziale. Le autorità locali hanno riferito che non risultavano vittime, mentre erano ancora in corso le verifiche sui danni.
Il ministero della Difesa russo ha descritto l’operazione come un attacco massiccio con missili e droni contro una raffineria, industrie per la produzione di velivoli senza pilota, impianti metallurgici e centri logistici. Tra le località indicate figurano Kremenchuk, Kiev, Zaporizhzhia e Kryvyi Rih, oltre ai porti di Odessa, Chornomorsk e Reni. Le informazioni sugli obiettivi colpiti provengono dalle autorità russe e non sono accompagnate, nel testo, da una verifica indipendente.
Sul terreno, il capo di Stato maggiore russo Valery Gerasimov ha sostenuto che le truppe di Mosca avrebbero superato in alcuni punti la prima linea difensiva nell’area fortificata di Sloviansk-Kramatorsk, nel Donetsk. L’Istituto per lo studio della guerra ha fornito una ricostruzione opposta, secondo cui le forze ucraine avrebbero riconquistato posizioni nelle regioni di Kharkiv, Donetsk e Zaporizhzhia.
L’intelligence ucraina ha infine affermato che la Russia starebbe preparando una mobilitazione aggiuntiva di 600mila uomini entro il 2027, con nuove misure coercitive per contrastare le resistenze al reclutamento. Le autorità di Kiev sostengono che il piano sarebbe legato alla diminuzione delle adesioni volontarie. Nelle stesse ore, a San Pietroburgo, un tenente colonnello delle forze aerospaziali russe è morto nell’esplosione di un ordigno artigianale collocato nella sua automobile; la moglie è rimasta gravemente ferita e il Comitato investigativo ha avviato un’inchiesta.