CASO INTERNAZIONALE

E’ polemica per la partecipazione di un ministro russo al G20 Finanziario (per la prima volta dalla guerra in Ucraina) tenutosi negli Usa

Alla fine Siluanov rinuncia alla foto di gruppo finale a causa delle pressioni dei Paesi europei infastiditi. Trump: "Nulla di strano, io vado d'accordo con tutti, per questo piaccio"

E’ polemica per la partecipazione di un ministro russo al G20 Finanziario (per la prima volta dalla guerra in Ucraina) tenutosi negli Usa

Tensioni diplomatiche e uno strappo interno al blocco occidentale hanno segnato i lavori del vertice economico globale ad Asheville. Lunedì 31 agosto 2026, la presenza in suolo statunitense del sessantunenne esponente del governo di Mosca, Anton Siluanov, ha provocato la ferma reazione delle delegazioni dell’Unione Europea giunte in Carolina del Nord per il G20 Finanziario organizzato dalla presidenza americana. Si tratta della prima partecipazione di persona di un rappresentante delle istituzioni russe a un summit di questo livello dall’inizio delle ostilità in territorio ucraino nel febbraio 2022. La scelta della Casa Bianca di accogliere la delegazione ha generato forte sconcerto tra le cancellerie europee, sfociato in un aperto confronto politico e nella spaccatura del protocollo ufficiale della manifestazione.

Siluanov ha rinunciato alla presenza nello scatto

Il punto di rottura si è consumato al momento della realizzazione del tradizionale scatto di rito tra i capi dei dicasteri economici e i governatori delle banche centrali. Il quarantasettenne Lars Klingbeil, alla guida del Ministero delle Finanze tedesco, ha espresso una netta opposizione durante la riunione preliminare del blocco continentale, raccogliendo l’adesione di altri rappresentanti come l’ottantunenne Christine Lagarde per la Banca Centrale Europea. Di fronte alla minaccia esplicita di disertare in massa la foto di gruppo, gli organizzatori americani hanno dovuto cedere alla linea della fermezza. Siluanov ha rinunciato alla presenza nello scatto, lasciando che la fotografia finale venisse immortalata senza alcun componente del governo di Mosca.

Raggiungere un immediato cessate il fuoco

A margine delle sessioni plenarie, il sessantatreenne segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, ha svolto un incontro a porte chiuse con il collega russo. Nel corso del colloquio, la parte statunitense ha ribadito che non ci sarà alcun alleggerimento delle sanzioni economiche fino alla completa cessazione delle operazioni militari in Europa orientale. L’esponente dell’amministrazione di Washington ha interrotto il tentativo della controparte di avviare trattative su dossier finanziari bilaterali, puntualizzando che la priorità resta il sostegno all’iniziativa promossa dalla presidenza statunitense per raggiungere un immediato cessate il fuoco. Il confronto ha confermato la volontà della Casa Bianca di mantenere aperti i canali di dialogo, pur mantenendo formalmente in vigore le restrizioni verso il sistema bancario russo.

Trump: “Ci piace andare d’accordo con tutti”

Interpellato dai giornalisti a margine degli impegni istituzionali nello Studio Ovale, Donald Trump ha rivendicato l’opportunità dell’invito rivolto al rappresentante di Mosca. Il presidente degli Stati Uniti ha minimizzato le proteste sollevate dai partner storici, spiegando la posizione dell’amministrazione con parole chiare: “Ci piace andare d’accordo con tutti. Uno dei motivi per cui ho così tanto successo è che vado d’accordo con tutti”. La visione isolazionista e pragmatica sostenuta da Washington mira a coinvolgere direttamente gli interlocutori sanzionati per accelerare l’intesa negoziale, in aperto contrasto con l’impostazione rigorista sostenuta dai governi europei.

L’episodio registra una profonda distanza nell’approccio alla crisi internazionale tra la diplomazia statunitense e l’Unione Europea. I ministri europei hanno sottolineato come il tentativo di normalizzazione dei rapporti diplomatici non possa prescindere da concrete concessioni sul campo di battaglia, mentre la presidenza americana continua a sostenere l’efficacia delle trattative dirette per giungere a una rapida conclusione delle ostilità.