Guerra commerciale

Nemmeno i Repubblicani sono d’accordo con Trump nel rinominare l’Ontario in “Lago d’America”

Contestata la decisione della Casa Bianca sulla ridenominazione del bacino d'acqua e sui dazi verso Ottawa

Nemmeno i Repubblicani sono d’accordo con Trump nel rinominare l’Ontario in “Lago d’America”

La recente decisione di rinominare lo specchio d’acqua al confine tra Stati Uniti e Canada ha riscontrato un’ampia contrarietà nella popolazione americana. Giovedì 3 settembre 2026, i dati emersi dalle rilevazioni demoscopiche confermano come la maggioranza dei cittadini disapprovi il decreto esecutivo firmato dal settantottenne presidente Donald Trump per ribattezzare il bacino idrico e applicare nuove tariffe doganali al partner commerciale. Un’indagine condotta dall’istituto Ipsos tra il ventotto e il trenta agosto duemilaventisei su un campione di millenovantatre persone adulte evidenzia che il sessantatre per cento degli intervistati rifiuta la ridenominazione, con una contrarietà che raggiunge l’ottantaquattro per cento tra gli elettori democratici, il sessantacinque per cento tra gli indipendenti e il quarantatre per cento tra i sostenitori repubblicani.

Le reazioni dell’esecutivo e il recepimento delle piattaforme digitali

La presidenza statunitense ha difeso le misure adottate giustificando la linea di fermezza nei confronti del governo di Ottawa. Il portavoce Taylor Rogers ha dichiarato ad Axios che il Canada avrebbe sfruttato le relazioni commerciali bilanciate, confermando l’intenzione della presidenza di tutelare i lavoratori e le industrie nazionali. Parallelamente, la direttiva indirizzata al sessantaquattrenne Segretario degli Interni Doug Burgum ha spinto i giganti tecnologici ad aggiornare le mappe digitali. Google e Apple hanno modificato la cartografia per gli utenti statunitensi per allinearsi al sistema informativo sui nomi geografici, mantenendo la dicitura originaria per i residenti in territorio canadese e mostrandole entrambe nel resto del globo.

Il giudizio dell’opinione pubblica sulle sanzioni doganali

La tensione diplomatica incrementata dopo l’interruzione dei negoziati bilaterali registra un forte scetticismo anche sul piano delle misure economiche. Un ulteriore sondaggio dell’istituto YouGov rivela che il cinquantasette per cento dei cittadini respinge i dazi, a fronte di una risposta canadese che prevede contromisure tariffarie del cinquanta per cento su venti miliardi di dollari di merci importate dagli Stati Uniti. Gli approfondimenti demoscopici mostrano che il quarantasei per cento degli statunitensi attribuisce la responsabilita del contenzioso alle scelte di Washington, mentre solo il quattro per cento ritiene che le sanzioni avranno un risvolto favorevole sulle proprie finanze private in vista delle imminenti consultazioni di metà mandato.