Politica europea

Hub per i rimpatri fuori dall’Ue, Ciriani (FdI-ECR): “Cinque Paesi seguono il modello italiano”

Cinque governi europei coordinano un piano comune per trasferire i migranti senza diritto d'asilo in Paesi terzi

Hub per i rimpatri fuori dall’Ue, Ciriani (FdI-ECR): “Cinque Paesi seguono il modello italiano”

Cinque Stati membri dell’Unione europea sono pronti a stringere accordi con Paesi terzi per la realizzazione di hub di rimpatrio al di fuori dei confini comunitari. Danimarca, Germania, Austria, Paesi Bassi e Grecia, con esecutivi guidati da forze politiche di differente orientamento, anche di sinistra, stanno lavorando a un modello condiviso destinato alle persone che non hanno titolo per restare sul territorio europeo e che non possono essere immediatamente trasferite nei Paesi d’origine.

Danimarca ed esecutivi europei al lavoro sul piano di rimpatrio

La Danimarca punta a effettuare i primi trasferimenti entro il 2027. Le dichiarazioni in merito arrivano dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR e vicecoordinatore del Gruppo nella commissione LIBE del Parlamento europeo, Alessandro Ciriani:

“Cinque Paesi europei sono pronti a stringere accordi con Stati terzi per realizzare hub di rimpatrio fuori dall’Unione europea. Danimarca, Germania, Austria, Paesi Bassi e Grecia, con governi di orientamento politico diverso, anche guidati da forze di sinistra, scelgono oggi di seguire la strada segnata dal Governo Meloni”.

La posizione del parlamentare europeo Alessandro Ciriani

Il parlamentare europeo Alessandro Ciriani ha rivendicato l’operato dell’esecutivo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni:

“I cinque Stati stanno lavorando a un modello comune di return hub nei Paesi terzi, destinati a chi non ha titolo per restare nell’Unione e non può essere immediatamente rimpatriato nel Paese d’origine. La Danimarca punta già a effettuare i primi trasferimenti entro il 2027. È la conferma della lungimiranza della linea indicata da Giorgia Meloni. L’Italia ha avuto il coraggio di porre per prima al centro dell’agenda europea la dimensione esterna della politica migratoria, attraverso accordi con i Paesi terzi e con il protocollo con l’Albania, rompendo un tabù che per anni aveva paralizzato il dibattito europeo”.

Il dibattito politico tra maggioranza e opposizione italiana

L’esponente politico Alessandro Ciriani si è poi rivolto direttamente alle forze di opposizione in Italia:

“Per questo sarebbe il momento che la sinistra italiana smettesse di affrontare ogni scelta del Governo sull’immigrazione con riflessi ideologici e toni allarmistici. Mentre in Italia si gridava allo scandalo, in Europa governi di orientamenti diversi arrivano alle stesse conclusioni e adottano strumenti che vanno nella stessa direzione”.

Il cambio di rotta nelle politiche migratorie dell’Unione

Nel prosieguo della nota, l’eurodeputato Alessandro Ciriani ha aggiunto:

“La sinistra italiana dovrebbe quindi prendere atto che può anche continuare ad attaccare Meloni, ma non può continuare a raccontare agli italiani che questa sia una deriva isolata del Governo italiano, mentre in Europa anche governi socialdemocratici si muovono nella stessa direzione”.

Dal meccanismo di redistribuzione alla gestione dei trasferimenti

Infine, il rappresentante del gruppo ECR Alessandro Ciriani ha concluso la propria analisi sul tema dei flussi migratori:

“Per anni l’Europa ha discusso quasi esclusivamente di come redistribuire chi arrivava. Ora finalmente si discute di come rimpatriare chi non ha diritto a rimanere. È una svolta politica profonda che il Governo Meloni ha avuto il merito di anticipare”.