Operazione estrema

Nepal, salvato un uomo in un tunnel dieci giorni dopo l’alluvione

Cittadino cinese raggiunto presso impianto idroelettrico lungo il Trishuli; migliaia risultano ancora dispersi

Nepal, salvato un uomo in un tunnel dieci giorni dopo l’alluvione

Un cittadino cinese è stato estratto vivo da un tunnel sepolto dai detriti in Nepal, dieci giorni dopo l’alluvione che ha colpito il Paese e le aree al confine con la Cina. Il salvataggio è avvenuto nel progetto idroelettrico Upper Trishuli-1, lungo il fiume Trishuli, dove le squadre nepalesi erano già riuscite a portare in salvo altri due operai nei giorni precedenti.

A riferire l’operazione all’agenzia Afp è stato Raja Ram Basnet, portavoce dell’esercito nepalese. L’uomo si trovava all’interno di una galleria rimasta sepolta dai materiali trascinati dall’acqua e dai detriti. Le autorità non hanno fornito ulteriori informazioni sulle sue condizioni, né hanno precisato l’identità del lavoratore.

Le ricerche lungo il Trishuli

Secondo le autorità e le squadre impegnate nelle operazioni, il crollo di un ghiacciaio avvenuto il 26 agosto nella parte alta del fiume Trishuli potrebbe avere provocato il cedimento delle strutture e l’intrappolamento di numerose persone. La massa di detriti avrebbe interessato i tunnel di sei diversi progetti idroelettrici distribuiti lungo il bacino del fiume.

Le stime diffuse dall’agenzia nepalese per la gestione delle catastrofi, citata dall’Afp, indicano almeno 1.200 vittime a causa dell’alluvione. Le persone disperse sarebbero invece 5.083, mentre le autorità ipotizzano che almeno 900 lavoratori possano essere rimasti bloccati nelle gallerie dei cantieri idroelettrici. Il ritrovamento del cittadino cinese si aggiunge ai salvataggi compiuti nei giorni scorsi, mentre proseguono le ricerche nelle aree colpite.