Nel caveau di Roma sono custodite opere d’arte false, trafugate o recuperate dopo anni di ricerche. Tra i dipinti presenti figurano imitazioni attribuite a Lucio Fontana, Amedeo Modigliani e Giorgio de Chirico, accanto a un’opera autentica di Battista Caracciolo, pittore vicino alla tradizione caravaggesca.
Le opere custodite
Le tele che richiamano i tagli di Fontana, la donna dai capelli rossi di Modigliani e un ritratto femminile riconducibile a De Chirico sono state esaminate nel contesto delle attività di contrasto alla falsificazione. La loro vicinanza nel deposito permette di confrontare lavori presentati come opere di grandi maestri, ma che non risultano autentici.
Diversa è la storia del dipinto che raffigura Adamo ed Eva con il corpo di Abele. L’opera, un caravaggesco di Battista Caracciolo, è autentica e venne rubata negli anni Ottanta. Il suo valore stimato è di circa un milione di euro. Il recupero è stato realizzato dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, il reparto dell’Arma specializzato nella protezione dei beni archeologici, artistici e letterari.
Una banca dati per le ricerche
Il caveau è il risultato di oltre cinquant’anni di attività dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Il lavoro del reparto comprende le indagini sui furti, il recupero dei beni e il contrasto ai criminali che operano nel settore dell’arte. L’attività riguarda un patrimonio eterogeneo, che comprende reperti archeologici, opere artistiche e beni letterari.
Nel corso degli anni i militari hanno inoltre costruito una banca dati dedicata alle opere sottratte. Attualmente il sistema raccoglie circa un milione e 400mila beni da ricercare. La banca dati sostiene le verifiche e le attività investigative, consentendo di mettere a confronto le segnalazioni relative alle opere rubate con i materiali recuperati e sottoposti agli accertamenti.
Nel deposito romano, dunque, convivono falsi realizzati per essere immessi sul mercato e opere autentiche tornate nella disponibilità delle autorità dopo essere state sottratte. La raccolta documenta così le diverse forme di illecito nel settore e il lavoro svolto dall’Arma per individuare, verificare e restituire i beni culturali.