Il restauro ha restituito una lettura più chiara delle pitture giottesche conservate nella cappella di Santa Croce, consentendo di apprezzarne con maggiore nitidezza l’intensità espressiva e l’originale concezione dello spazio dipinto. L’intervento ha riguardato il ciclo dedicato a San Francesco e ha permesso di approfondire anche le caratteristiche delle diverse mani presenti sulle pareti.
Le sei scene della cappella
Le rappresentazioni sono sei e raccontano alcuni momenti centrali della vita di Francesco d’Assisi: la rinuncia ai beni paterni, l’approvazione della Regola, l’apparizione al Capitolo di Arles, la prova del fuoco davanti al Sultano, la morte e l’apparizione a frate Agostino e al vescovo Guido.
Il ciclo viene restituito al pubblico nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario del Transito di Francesco d’Assisi. La ricorrenza offre il contesto per valorizzare un intervento che non si è limitato alla conservazione delle immagini, ma ha contribuito a rendere più leggibili le soluzioni figurative e narrative adottate dagli artisti.
Studio e finanziamento
Il progetto di studio e restauro è stato promosso dall’Opera di Santa Croce insieme all’Opificio delle Pietre dure. Il finanziamento è arrivato dal ministero della Cultura, dalla Fondazione Cr Firenze, da Arpai e da donatori, secondo un sostegno articolato tra istituzioni, fondazioni e contributi privati.
Gli esiti dei lavori hanno inoltre chiarito le differenze tecniche e stilistiche tra i pittori che operarono nella cappella sotto il coordinamento di Giotto. La nuova leggibilità consente quindi di distinguere meglio gli apporti dei singoli autori all’interno del ciclo, mantenendo al centro la complessità del lavoro realizzato nella cappella.