Jared Kushner, inviato speciale degli Stati Uniti, ha indicato nella questione territoriale il principale ostacolo a un possibile accordo tra Russia e Ucraina. Secondo il funzionario americano, se Kiev accettasse di cedere le aree richieste da Mosca, sarebbe già possibile parlare di un’intesa per porre fine al conflitto o avvicinarlo in modo significativo alla conclusione.
Kushner ha espresso questa valutazione il 13 settembre 2026, intervenendo in videoconferenza all’incontro Yalta European Strategy, organizzato a Kiev. L’inviato aveva visitato nei giorni precedenti sia la Russia sia l’Ucraina insieme a Steve Witkoff, nell’ambito degli sforzi diplomatici promossi dagli Stati Uniti per cercare una soluzione alla guerra.
Il nodo delle aree contese
Nel suo intervento, Kushner ha spiegato che la riluttanza ucraina ad accettare le richieste territoriali del presidente russo Vladimir Putin resta il punto più difficile del negoziato. A suo avviso, il compito dei mediatori è individuare una formula capace innanzitutto di congelare il conflitto e di tenere conto della situazione maturata sul campo di battaglia.
Il funzionario, genero del presidente statunitense Donald Trump, ha sostenuto che entrambe le parti stanno lavorando per arrivare alla fine delle ostilità. Resta però da definire un’intesa che possa essere accettata da tutti gli attori coinvolti, a partire dalla gestione dei territori al centro dello scontro. La posizione illustrata da Kushner attribuisce quindi alla questione dei confini un ruolo decisivo nel percorso negoziale.
L’ipotesi di un vertice
Parallelamente, è tornata a circolare l’ipotesi di un incontro diretto tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e Putin. Zelensky ha ventilato la possibilità di vedere il leader russo durante il prossimo vertice del G20, previsto a Miami, parlando in un’intervista alla Deutsche Welle.
Da Mosca, tuttavia, non è arrivata una conferma sulla partecipazione di Putin al summit negli Stati Uniti. Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo per la politica estera, ha affermato che la possibilità non è stata ancora discussa. Il vertice tra i due leader resta dunque un’ipotesi, mentre il negoziato continua a concentrarsi sulle condizioni territoriali e sulla ricerca di una formula condivisa.