La proposta di un incontro tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin al vertice del G20 previsto a dicembre a Miami è stata respinta dal Cremlino. Il presidente ucraino aveva manifestato la disponibilità a discutere direttamente con il leader russo, ma il portavoce Dmitry Peskov ha definito impossibile un colloquio negli Stati Uniti, sostenendo che un eventuale confronto potrebbe svolgersi soltanto a Mosca.
Il no russo arriva mentre proseguono i tentativi diplomatici per fermare la guerra. L’inviato statunitense Jared Kushner ha dichiarato che Washington avrebbe già predisposto la parte principale di un possibile accordo, indicando nella questione territoriale il principale ostacolo. Secondo Kushner, un’intesa sarebbe vicina se Kiev accettasse di cedere i territori richiesti da Putin. Il negoziatore ha però sottolineato che la definizione dei confini resta il passaggio più difficile.
Raid e vittime nelle regioni ucraine
Sul terreno, gli attacchi continuano. A Kramatorsk, nella regione di Donetsk, le autorità locali hanno riferito di tre morti e diversi feriti dopo una serie di attacchi con droni contro auto civili il 12 settembre. Un primo ordigno ha colpito un’automobile alle 11:10; altri raid sono stati segnalati alle 12:15 e alle 12:30. Il Consiglio comunale ha sostenuto che i veicoli non fossero obiettivi militari.
Nella regione di Zaporizhzhia il governatore Ivan Fedorov ha comunicato due morti e undici feriti negli attacchi contro la città e i distretti di Zaporizhzhia e Polohiv. Nelle 24 ore considerate, secondo l’amministrazione regionale, sono stati colpiti 45 centri abitati con un totale di 1001 attacchi. Altri raid hanno interessato Kryvyj Rih e Odessa, dove sono stati segnalati danni a edifici residenziali e 35 feriti, tra cui un neonato.
Pressioni militari e ipotesi di negoziato
L’Ucraina ha inoltre denunciato un attacco contro una stazione di servizio a Yahodyn, vicino al confine con la Polonia. Il ministro degli Esteri Andriy Sybiha ha riferito di un vasto incendio provocato da droni; nelle immagini diffuse online comparirebbero anche camion in fiamme. Kiev ha interpretato l’episodio come un rischio diretto per la sicurezza dell’Unione europea e della NATO.
Secondo fonti ucraine e media indipendenti russi, nella notte droni ucraini hanno colpito la zona industriale di Nizhnekamsk, in Tatarstan, dove si trovano importanti raffinerie petrolifere. I residenti hanno riferito di esplosioni e dell’intervento della difesa aerea, mentre le autorità locali non hanno fornito un bilancio sui danni o sulle eventuali persone ferite.
Il capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Kyrylo Budanov, ha indicato l’inizio di ottobre come possibile periodo per nuovi colloqui trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti. Al centro potrebbero esserci la navigazione nel Mar Nero e la riduzione degli attacchi contro civili e infrastrutture critiche. Budanov ha tuttavia escluso, secondo quanto riferito, condizioni per un cessate il fuoco prima della primavera del 2027.
Il confronto resta aperto anche sul piano internazionale. Mosca ha riferito che il premier indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping avrebbero offerto assistenza per favorire una soluzione. Peskov ha inoltre detto che la Russia sta adottando misure per la sicurezza di Kaliningrad, citando le attività militari della NATO nell’area. In parallelo, i ministri degli Esteri di Iran e Iraq hanno discusso al telefono della sicurezza dei confini e della necessità di contenere l’espansione dei conflitti in Medio Oriente.