GRAVE PERICOLO

La guerra in Ucraina si sposta pericolosamente ai confini dell’Europa

Droni di Mosca colpiscono un treno che da Kiev stava entrando in Polonia. Sfiorati altri convogli con a bordo diplomatici europei (uno italiano), l'ex premier inglese Johnson e l'ex direttore della Cia Petreus

La guerra in Ucraina si sposta pericolosamente ai confini dell’Europa

Un attacco russo con droni ha colpito infrastrutture ferroviarie e una stazione di servizio nella regione ucraina di Volinia, vicino al confine con la Polonia. La denuncia è arrivata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, mentre il ministero della Difesa russo ha confermato i bombardamenti sostenendo che gli obiettivi assicurassero il trasporto di merci militari provenienti dai Paesi europei.

Secondo Zelensky, nella notte tra sabato 12 e domenica 13 settembre sono stati presi di mira impianti energetici, la compagnia ferroviaria Ukrzaliznytsia, attività commerciali ed edifici residenziali. Il presidente ha riferito anche di attacchi con missili e droni contro Odessa e di interventi ancora in corso per ripristinare i servizi nelle regioni occidentali dell’Ucraina.

La tensione ha raggiunto anche la Lituania, dove l’aeroporto di Vilnius è stato chiuso temporaneamente per una possibile presenza di droni nello spazio aereo. La Nato ha fatto decollare almeno un caccia dalla base di Siauliai, dove è impegnata anche l’Aeronautica militare italiana. L’allarme è però rientrato: il Centro nazionale per la gestione delle crisi ha chiarito che si trattava di uno stormo di uccelli. La maratona in corso nella capitale non è stata interrotta.

Convogli evacuati e allerta in Lituania

Un drone russo è caduto a meno di un chilometro dal valico ucraino-polacco di Yahodyn, incendiando due camion in una stazione di servizio. Nella stessa area, alcuni funzionari europei sono stati evacuati in via precauzionale da un treno diretto in Polonia da Kiev. Il convoglio trasportava partecipanti alla conferenza internazionale sulla sicurezza Yes, tra cui consiglieri e rappresentanti di Regno Unito, Germania, Francia e Italia, oltre a diplomatici e scienziati, a bordo diplomatici europei (uno italiano), l’ex premier inglese Johnson e l’ex direttore della Cia Petreus.

Un treno sul quale viaggiavano l’ex premier britannico Boris Johnson e diversi funzionari e consiglieri europei è stato fermato durante l’allarme. A bordo si trovavano anche rappresentanti britannici, francesi, italiani e tedeschi, diplomatici, parlamentari e accademici rientrati da Kiev, dove avevano partecipato a una conferenza sulla sicurezza. I passeggeri sono stati fatti scendere temporaneamente, ma il convoglio è ripartito dopo il cessato allarme e non si sono registrati feriti.

Fonti italiane hanno precisato che il treno con i diplomatici, tra cui il consigliere italiano per la sicurezza nazionale Fabrizio Saggio, viaggiava davanti al convoglio raggiunto dal drone. Anche l’ex premier svedese Carl Bildt, presente sul primo treno, ha riferito che quello successivo è stato evacuato mentre il velivolo si avvicinava. Le Ferrovie ucraine hanno comunicato che un drone ha danneggiato la locomotiva di un treno passeggeri nella regione di Volyn, a circa 2 chilometri dal confine polacco, senza provocare vittime. La guardia di frontiera polacca ha indicato invece che il luogo dell’attacco si trovava a circa 800 metri dal territorio polacco e che il valico è stato temporaneamente chiuso.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato le forze russe di aver colpito deliberatamente la locomotiva e una stazione di servizio, sostenendo che gli attacchi contro infrastrutture energetiche e ferroviarie mirano a paralizzare l’economia e a danneggiare la vita quotidiana della popolazione. Mosca ha dichiarato di aver preso di mira infrastrutture ferroviarie utilizzate per il trasporto di forniture militari provenienti dall’Europa, oltre a centri logistici e siti energetici nel sud dell’Ucraina.

Le reazioni politiche e lo scenario diplomatico

L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri, Kaja Kallas, ha affermato che il raid vicino al confine polacco avrebbe avuto l’obiettivo di spaventare i Paesi occidentali e scoraggiarli dal sostenere Kiev. Il premier polacco Donald Tusk ha avvertito che gli attacchi russi potrebbero intensificarsi nelle prossime settimane e arrivare a coinvolgere anche il territorio della Polonia. Il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski ha parlato di escalation e ha chiesto di raddoppiare gli sforzi a sostegno dell’Ucraina.

Il premier finlandese Petteri Orpo ha sostenuto la necessità di aumentare gli aiuti a Kiev e di introdurre nuove sanzioni contro la Russia. In Italia, la segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha ribadito il sostegno all’Ucraina e ha invocato una politica estera europea più unitaria. Sul fronte statunitense, Donald Trump ha invece chiesto a Zelensky di interrompere gli attacchi contro le scorte russe di gasolio, sostenendo che stiano contribuendo a una carenza di carburante.

Nelle stesse ore, Kiev ha rivendicato un attacco con droni contro obiettivi nella città russa di Sochi, dove sono stati segnalati esplosioni e incendi. Mosca ha accusato le forze ucraine di aver colpito per dieci volte, con droni, una struttura della centrale nucleare di Zaporizhzhia, affermando che non ci sarebbero vittime e che i livelli di radiazione sarebbero nella norma. Intanto Ucraina e Russia hanno lasciato aperta la possibilità di nuovi negoziati trilaterali a ottobre, con gli Emirati Arabi Uniti disponibili a ospitarli.

Zaporizhzhia, accuse incrociate

Da Mosca è arrivata inoltre la denuncia di dieci attacchi con droni ucraini contro la centrale nucleare di Zaporizhzhia, a partire dalla sera di sabato 12 settembre. La direzione dell’impianto, gestito dall’ente russo Rosatom e fermo nella produzione di energia dal settembre 2022, ha affermato che sarebbe stata colpita un’area destinata all’addestramento del personale. Non sono state segnalate vittime; i danni sono in fase di verifica e le radiazioni, secondo la stessa fonte, restano nella norma.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intanto invitato Zelensky a interrompere gli attacchi contro le raffinerie di gasolio in Russia. Sul piano politico, il premier polacco Donald Tusk ha convocato una riunione dei vertici della sicurezza dopo i raid nelle vicinanze del territorio nazionale.

Restano difficili anche i negoziati per una possibile conclusione del conflitto. Jared Kushner, inviato speciale degli Stati Uniti, ha indicato nella questione territoriale il principale ostacolo a un accordo, spiegando che Kiev non accetterebbe le richieste di Mosca. Secondo il funzionario, l’obiettivo dei mediatori è individuare una formula per congelare la guerra tenendo conto della situazione sul campo di battaglia.

Nel frattempo Zelensky ha ipotizzato un incontro con il presidente russo Vladimir Putin al prossimo vertice del G20 a Miami. Il Cremlino ha fatto sapere che l’eventuale partecipazione di Putin non è stata ancora discussa. Mosca ha inoltre riferito che il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping avrebbero offerto i propri buoni uffici per favorire una soluzione al conflitto.