Scalo fermo

Etna, nube di cenere alta 4 chilometri: voli sospesi a Catania fino alle 22

Emissioni in corso e disagi per viaggiatori nella Sicilia orientale

Etna, nube di cenere alta 4 chilometri: voli sospesi a Catania fino alle 22

Nuova allerta rossa sull’Etna per l’emissione di cenere vulcanica. Secondo il bollettino Vona, il documento destinato all’aviazione, la nube ha raggiunto un’altezza stimata di circa 4 chilometri e si sta muovendo verso sud, in direzione dello scalo di Catania.

Le operazioni di volo all’aeroporto di Catania sono state sospese fino alle 22. La decisione è legata alla traiettoria della nube, rilevata anche attraverso le telecamere di sorveglianza del vulcano. L’emissione di cenere torna così a creare disagi per i collegamenti aerei della Sicilia orientale.

Un’estate segnata dall’attività eruttiva

Nell’ultimo mese e mezzo l’Etna, considerato il vulcano più attivo d’Europa, è stato interessato da una sequenza di episodi eruttivi. Fontane di lava, esplosioni stromboliane e colonne di cenere hanno avuto ricadute sulla vita quotidiana nei centri alle pendici del vulcano e sulla piena operatività dell’aeroporto.

Il picco dell’attività è stato registrato tra la notte del 6 e il 7 agosto, quando un parossismo alla Voragine si è trasformato in un’eruzione laterale effusiva. In quell’occasione si sono aperte nuove bocche eruttive a una quota compresa tra 2.700 e 2.750 metri, nell’area tra Valle del Leone e Valle del Bove. L’8 agosto un altro fronte lavico si è aperto nei pressi di Monte Rittmann, mentre l’11 agosto una nuova bocca si è formata in Valle del Bove, a quota 1.900 metri, vicino a Monte Simone.

Tra il 12 e il 15 agosto la ricaduta di cenere ha costretto l’aeroporto di Catania-Fontanarossa a ripetute chiusure e limitazioni. Complessivamente, tra l’8 e l’11 agosto, sono stati cancellati circa 700 voli, con oltre 100mila viaggiatori coinvolti. In alcuni momenti gli arrivi sono stati limitati a cinque aeromobili l’ora. La cenere, spinta da venti da nord verso sud, ha raggiunto anche l’area orientale di Malta e il nord della Libia.

Il monitoraggio e la gestione del rischio

Secondo il vulcanologo dell’Ingv di Catania Mario Mattia, l’eccezionalità della fase estiva è stata determinata dalla combinazione di tre fattori: l’attività esplosiva sostenuta e quasi continua della Voragine, la direzione dei venti e la conseguente traiettoria della cenere verso Catania e il suo aeroporto. Una dinamica diversa rispetto alle fasi in cui erano più frequenti le fontane dal cratere di Sud-Est.

Dopo il parziale ripristino della piena operatività dello scalo, avvenuto il 18 agosto, l’Etna ha continuato a mostrare segnali di attività. Il 19 agosto è ripresa l’attività stromboliana alla Voragine, mentre i fronti lavici in Valle del Bove hanno rallentato gradualmente. Il primo settembre l’Ingv ha emesso un’allerta arancione per deboli emissioni di cenere e il 9 settembre nuove colonne di fumo e cenere si sono levate dai crateri sommitali, senza però provocare, in quella circostanza, ulteriori limitazioni ai voli.

Il bilancio dell’estate 2026 riguarda quindi sia l’evoluzione del fenomeno vulcanico sia la gestione del rischio per il traffico aereo. Le istituzioni e le compagnie sono chiamate a mantenere procedure condivise e comunicazioni tempestive. Nei comuni di Valverde, Viagrande, San Gregorio e San Giovanni la Punta, intanto, la ricaduta di cenere ha continuato a provocare disagi a residenti e automobilisti.