L’Italia ha deciso di prorogare di altri 15 giorni i controlli sui viaggiatori provenienti dalla Spagna, mantenendo temporaneamente limitata la libera circolazione prevista nell’area Schengen. La decisione di Roma è stata contestata dal governo spagnolo attraverso il ministro degli Esteri José Manuel Albares.
La critica di Madrid
Intervenendo al Senato spagnolo, Albares ha definito la misura italiana “assurda, inutile e una vergogna”. Secondo il ministro, il provvedimento incide sul significato stesso della collaborazione tra i Paesi che fanno parte dello spazio europeo di libera circolazione.
La contestazione riguarda in particolare il riferimento alla sicurezza dell’area Schengen. Albares ha sostenuto che Ceuta e Melilla non rappresentano un rischio per l’integrità dello spazio e ha affermato che il governo italiano sarebbe consapevole di questo elemento.
Le responsabilità politiche
Nella sua dichiarazione, il ministro spagnolo ha rivolto le critiche anche alla premier Giorgia Meloni e al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. A suo giudizio, entrambi starebbero agendo più come leader politici di partito che come esponenti europei all’altezza della situazione.
La proroga dei controlli resta così al centro del confronto tra Roma e Madrid. Da una parte c’è la scelta italiana di prolungare per un ulteriore periodo le verifiche sui passeggeri in arrivo dalla Spagna; dall’altra, la reazione del governo spagnolo, che considera la misura ingiustificata e contraria allo spirito della cooperazione europea.