Quaranta pupazzi di bisonte hanno attraversato Manhattan sabato 19 settembre 2026 per la Buffalo March, una performance pubblica ispirata alla storia dei nativi americani. Le sagome, realizzate a grandezza naturale, sono state portate lungo le strade della città nell’ambito di un progetto artistico dedicato alla memoria di una delle pagine più drammatiche dell’espansione degli Stati Uniti.
Una mandria animata dai volontari
A dare movimento ai fantocci sono stati 170 volontari, impegnati a farli correre e danzare durante la sfilata. L’iniziativa ha trasformato il passaggio della mandria artificiale in una rappresentazione collettiva, pensata per richiamare l’attenzione sul rapporto tra la cultura dei nativi americani e la storia della conquista dei territori.
La Buffalo March è stata organizzata come forma di ricordo del massacro avvenuto nel XIX secolo, collegato alla cacciata delle popolazioni indigene dalle loro terre. Nel progetto, il bisonte diventa l’elemento centrale di una narrazione visiva che richiama la presenza dell’animale nelle pianure nordamericane e la violenza subita dalle comunità native nel corso dell’espansione territoriale.
La memoria nelle strade di New York
Il corteo ha portato questo messaggio nel cuore di New York, affidandolo a una scena insolita e immediatamente riconoscibile: decine di figure animali di dimensioni reali, mosse dai partecipanti, hanno sfilato tra gli spazi urbani di Manhattan. L’azione artistica ha unito spettacolo e rievocazione storica, senza separare la componente visiva dal significato commemorativo dell’iniziativa.
La marcia si è quindi proposta come un momento pubblico di riflessione sulla sorte dei nativi americani e sulla perdita delle loro terre. Attraverso la presenza dei pupazzi e il coinvolgimento dei volontari, la manifestazione ha riportato nel dibattito cittadino una vicenda del passato, usando il linguaggio della performance per evocare il massacro e le conseguenze della persecuzione ottocentesca.