Esito giudiziario

Il rapper Baby Gang assolto dall’accusa di istigazione a delinquere

Una sanzione resta per il trattamento illecito dei dati dopo la pubblicazione del recapito della cronista sui social

Il rapper Baby Gang assolto dall’accusa di istigazione a delinquere

Zaccaria Mouhib, noto come Baby Gang, è stato assolto dalle accuse di diffamazione e istigazione a delinquere per una vicenda iniziata nel 2022. Il trapper, oggi 25enne, è stato invece condannato al pagamento di una multa per trattamento illecito di dati personali. La decisione è stata presa dal Tribunale di Milano e chiude un procedimento legato alla pubblicazione sui social del numero di telefono di una giornalista.

La reazione dopo il servizio televisivo

Secondo quanto ricostruito nel procedimento, quattro anni fa il cantante aveva rivolto insulti alla giornalista attraverso i social network, rendendo pubblico anche il suo recapito e invitando i propri follower a insultarla. La reazione era seguita a un servizio trasmesso dalla trasmissione televisiva Fuori dal coro, nel quale si faceva riferimento a una rapina avvenuta a Vignate, nel Milanese.

Il servizio, ha ricordato il difensore Niccolò Vecchioni, non avrebbe precisato che per quella vicenda il trapper era stato scarcerato dal Tribunale del Riesame e che la richiesta di sorveglianza speciale nei suoi confronti era stata respinta. La stessa accusa di rapina, aggiunge il legale, si è conclusa successivamente con l’assoluzione dell’artista.

La decisione del Tribunale

Il Tribunale di Milano ha quindi escluso la responsabilità di Baby Gang per diffamazione e per istigazione a delinquere, mentre ha riconosciuto un illecito nella diffusione dei dati personali della giornalista. Il provvedimento non cancella dunque la sanzione legata alla pubblicazione del numero di telefono, ma chiude il capitolo giudiziario relativo agli insulti, alla sollecitazione rivolta ai follower e al contenuto del servizio televisivo.

La sentenza è stata accolta con favore dalla difesa. L’avvocato Vecchioni ha sostenuto che l’assoluzione dall’accusa di istigazione a delinquere riconosca sostanzialmente il carattere diffamatorio del servizio che aveva provocato la reazione del cantante. Si tratta, tuttavia, della valutazione espressa dal legale: il dispositivo riportato stabilisce l’assoluzione dalle imputazioni di diffamazione e istigazione e la condanna per il trattamento illecito dei dati personali.

La vicenda giudiziaria era nata nel contesto dei diversi procedimenti che negli anni hanno coinvolto il trapper. In questo caso, il giudizio riguardava in particolare i contenuti pubblicati online contro la giornalista e la diffusione del suo recapito, oltre agli effetti penali della condotta contestata dalla procura.