Due drammatici episodi di violenza di genere si sono consumati a poche ore di distanza tra la Lombardia e il Piemonte, lasciando due persone ferite in modo grave a seguito di aggressioni compiute con armi da taglio da parte dei rispettivi ex partner. Entrambe le vicende sono avvenute nella notte di domenica 20 settembre 2026, confermando un tragico e ricorrente schema legato all’incapacità di accettare la fine di un legame affettivo.
La violenta aggressione nell’abitazione di Urgnano
Il primo grave episodio si è verificato all’interno di un’abitazione a Urgnano, comune situato in provincia di Bergamo. Una donna italiana di 35 anni si trova attualmente ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dopo essere stata colpita con profonde ferite da taglio al collo, al torace e alle braccia. L’attacco si è consumato intorno all’una di notte alla presenza del figlio della coppia, un bambino di soli quattro anni.
I carabinieri della stazione locale sono intervenuti sul posto unitamente al personale sanitario del 118, trovando la vittima riversa all’ingresso dell’immobile. Le prime ricostruzioni indicano che il responsabile dell’aggressione, un 31enne di nazionalità marocchina arrestato con l’accusa di tentato omicidio, ha impiegato una lama appuntita ricavata da un paio di forbici in acciaio per sferrare i fendenti. Il minorenne è stato prontamente messo al sicuro da un condomino, che lo ha accolto nel proprio appartamento prima di affidarlo ai nonni materni.
Rintracciato davanti al santuario e trasferito in carcere
Allontanatosi a piedi dopo l’aggressione, il 31enne è stato rintracciato dai militari a breve distanza dal luogo dei fatti, seduto all’esterno di un santuario con le mani visibilmente macchiate di sangue. L’indagato non ha opposto alcuna resistenza, ammettendo le proprie responsabilità dinanzi agli operanti. Già noto alle forze dell’ordine per precedenti relativi a rapina, lesioni personali e spaccio, lo stesso era destinatario di un avviso orale e di un provvedimento del Tribunale per i minorenni che gli vietava l’avvicinamento ai luoghi frequentati dal figlio.
Alle ore 2.30 è scattato l’arresto in flagranza di reato. Su disposizione del pubblico ministero della Procura di Bergamo, l’indagato è stato condotto in carcere e, a seguito dell’udienza di convalida, il giudice per le indagini preliminari ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere.
La trappola dell’ultimo chiarimento in Val d’Ossola
Un secondo drammatico ferimento si è registrato negli stessi momenti a Bognanco, località situata in Val d’Ossola nel Verbano-Cusio-Ossola. Una persona di 29 anni è stata soccorsa e trasportata d’urgenza in elisoccorso presso l’ospedale di Novara dopo aver ricevuto due coltellate all’addome. L’aggressione è avvenuta nel corso di un incontro concordato per discutere la recente interruzione del rapporto di coppia.
L’appuntamento, richiesto con la scusa di un colloquio chiarificatore, si è trasformato in un’imboscata. L’aggressore, un 44enne con precedenti penali, si è dato immediatamente alla fuga dopo aver colpito la vittima con l’arma da taglio. La fuga si è conclusa poche ore dopo a Galliate, nel Novarese, dove gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Novara lo hanno rintracciato e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria.
In entrambe le circostanze l’intervento tempestivo dei soccorsi e il coordinamento delle forze dell’ordine hanno consentito di prestare cure immediate alle vittime e di bloccare i responsabili prima che potessero far perdere definitivamente le proprie tracce.