Palazzo Chigi

Cdm approva Decreto scuola: tetto agli alunni stranieri, divieto di burqa e sanzioni per i genitori

Nuove norme per il sistema scolastico tra tetti di integrazione nelle classi, obblighi linguistici e dure reazioni politiche dell'opposizione

Cdm approva Decreto scuola: tetto agli alunni stranieri, divieto di burqa e sanzioni per i genitori

Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge che introduce una soglia massima del 30% per la presenza di alunni con cittadinanza non italiana che non abbiano maturato specifici requisiti di permanenza o formazione nel sistema scolastico italiano.

Per la scuola primaria la misura riguarda chi non ha frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia in Italia, mentre per la secondaria si applica a chi non ha completato con esito positivo tre anni di studi nel Paese.

Le classi con un tasso di studenti stranieri superiore a tale limite risultano 34mila, segnalando l’esigenza di superare un divario di competenze che vede la dispersione implicita attestarsi al 10% tra gli alunni non italiani rispetto al 5,7% degli italiani.

Obblighi di lingua per le famiglie e divieto di volto coperto

Tra i punti del provvedimento figura l’obbligo di integrazione linguistica per i genitori di alunni con gravi difficoltà di inserimento, la cui mancata adesione ai percorsi stabiliti dai servizi sociali comporterà una sanzione amministrativa compresa tra 200 euro e 1.000 euro.

Il ministro Giuseppe Valditara ha smentito le bozze circolate inerenti al possibile allontanamento dei minori dai nuclei familiari, attribuendone la diffusione a speculazioni politiche.

Il testo vieta inoltre a studenti e familiari di partecipare alle attività curricolari, extracurricolari o ai colloqui con il volto coperto mediante burqa, niqab o altri indumenti tali da impedire il riconoscimento; la violazione prevede una sanzione da 200 a 1.000 euro, addebitata direttamente ai genitori qualora commessa da un minore.

Per consentire il potenziamento della lingua italiana nelle scuole dove non sia possibile rispettare la soglia del 30%, l’esecutivo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha istituito un fondo specifico destinato alle attività extracurricolari, alimentato con 3,4 milioni di euro nel 2027 e oltre 14,1 milioni di euro a decorrere dal 2028.

Sintesi delle disposizioni del Decreto Scuola

Ambito di Intervento Contenuto della Misura Sanzioni o Risorse Finanziarie
Tetto alunni non italiani Limite del 30% per classe in assenza dei requisiti minimi di scolarizzazione nel Paese. Fondo da 3,4 mln (2027) e 14,1 mln annuali (dal 2028) per corsi integrativi.
Corsi di lingua per genitori Percorso formativo disposto dai servizi sociali in presenza di criticità di inserimento dell’alunno. Multa da 200 a 1.000 euro in caso di mancato adempimento.
Divieto di volto coperto Stop a burqa, niqab e indumenti che impediscono l’identificazione durante le attività scolastiche. Sanzione da 200 a 1.000 euro (applicata ai genitori in caso di minori).
Digitalizzazione e Pnrr Completamento edilizia incompiuta e ammodernamento dei sistemi informatici Sidi. Fino al 4% dei fondi Pnrr edilizia e 14 milioni per la digitalizzazione nel 2026-2027.

Risorse per l’edilizia scolastica, digitalizzazione e polemiche politiche

Sul fronte economico e gestionale, il testo autorizza l’impiego di una quota fino al 4% delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza destinate agli interventi di edilizia scolastica avviati e non ultimati.

Per la transizione digitale viene inoltre autorizzata una spesa complessiva di 14 milioni di euro nel biennio 2026-2027, ripartita in un milione per la prima annualità e 13 milioni per la seconda, volta allo sviluppo dei servizi informatici sulla piattaforma Sidi per la gestione del personale.

Le decisioni governative hanno suscitato la dura replica della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha definito il provvedimento “vergognoso“, una bandiera ideologica fondata sulla caccia alle streghe a danno dei bambini, denunciando la mancanza di investimenti strutturali e ricordando che l’insegnamento pubblico deve rimanere aperto a tutta la popolazione come garantito dalla Carta costituzionale.