Svolta giudiziaria

Inchiesta Ustica, la Procura di Roma chiede nuove verifiche

Edoardo Purgatori accoglie l'apertura francese, ma avverte: il percorso verso l'accertamento definitivo resta lungo

Inchiesta Ustica, la Procura di Roma chiede nuove verifiche

La Procura di Roma ha chiesto al giudice per le indagini preliminari di non archiviare l’inchiesta sulla strage di Ustica, alla luce della disponibilità manifestata dalla Francia a fornire collaborazione giudiziaria. La decisione riguarda la vicenda del Dc-9 Itavia, precipitato il 27 giugno 1980: nell’incidente morirono 81 persone.

La richiesta dei magistrati è stata accolta con favore da Edoardo Purgatori, figlio del giornalista Andrea Purgatori, scomparso nel luglio 2023. Intervistato dall’Adnkronos, ha definito il mancato stop all’indagine una vittoria non soltanto per i familiari delle vittime, ma per tutti gli italiani. Secondo Purgatori, la possibilità di proseguire gli accertamenti dimostra che, nonostante depistaggi, false testimonianze e disinteresse, la ricerca della verità può continuare.

La collaborazione di Parigi

Il figlio del giornalista ha sottolineato il significato delle notizie arrivate, dopo 46 anni, dall’Eliseo. La Francia avrebbe infatti comunicato la propria disponibilità a collaborare con la magistratura italiana, aprendo la strada all’acquisizione di nuovi elementi sulla notte della tragedia. Per Edoardo Purgatori sarà ora importante capire quali informazioni verranno fornite, quali scenari potranno emergere e quali circostanze saranno confermate.

Nel suo ragionamento, Purgatori ha richiamato anche la questione dei caccia francesi che, secondo quanto riferito, erano in volo quella notte. A suo giudizio, l’iniziativa di Parigi potrebbe inoltre aumentare la pressione su altri Paesi alleati, a cominciare dagli Stati Uniti, affinché chiariscano che cosa fecero e quali informazioni possiedano sulla vicenda. Si tratta di aspetti che da decenni alimentano le ricostruzioni sull’abbattimento del velivolo.

La cautela dei familiari

Pur giudicando positiva la scelta della Procura, Edoardo Purgatori ha invitato a non considerare chiusa la vicenda. Ha ricordato che resta ancora molta strada da percorrere per arrivare a una verità definitiva sugli eventuali esecutori materiali dell’abbattimento del Dc-9. La sua posizione è riassunta nella convinzione che la giustizia possa arrivare soltanto dopo l’accertamento della verità.

Andrea Purgatori dedicò decenni di lavoro giornalistico alla strage di Ustica, prima sulle colonne del Corriere della Sera e poi anche attraverso il libro Il muro di gomma, dal quale fu tratto l’omonimo film diretto da Marco Risi. Il figlio ritiene che il padre avrebbe accolto con soddisfazione la possibilità di proseguire l’indagine, perché non si tratterebbe più soltanto di abbattere un ostacolo, ma di seguire una strada ancora aperta. La richiesta di non archiviazione assume così un valore concreto e simbolico nella ricerca di risposte sulla tragedia.