Scontro interno

Ucraina, Bettini apre sulle armi difensive: Conte contrario

La proposta indica tregua, ingresso nell’Unione europea e neutralità militare; emergono posizioni differenti

Ucraina, Bettini apre sulle armi difensive: Conte contrario

Il dibattito sulla posizione del centrosinistra rispetto alla guerra in Ucraina torna al centro del confronto politico. Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Partito democratico e direttore della rivista Rinascita, ha proposto in una lettera al Corriere della Sera una linea basata sull’invio di armi difensive a Kiev, subordinandolo però all’avvio di un percorso di tregua e negoziato. La proposta prevede inoltre l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea, ma non nella Nato.

La proposta di Bettini

Secondo Bettini, se venisse avviato un percorso vero, pattizio e orientato alla tregua, sarebbe legittimo sostenere la parte dell’Ucraina ancora libera con strumenti capaci di impedire ulteriori danni alla popolazione durante la trattativa. L’obiettivo, nella sua impostazione, è superare il semplice schieramento tra favorevoli e contrari all’invio di armi e collegare ogni decisione a una prospettiva politica e a un assetto complessivo della sicurezza europea.

Tra le ipotesi indicate figurano una tregua lungo la linea del fronte e la creazione di una fascia smilitarizzata, garantita da forze neutrali sotto la bandiera delle Nazioni Unite. Bettini propone anche di lavorare a un modello di sicurezza continentale ispirato ai principi del trattato di Helsinki, secondo cui la sicurezza di una parte non dovrebbe compromettere quella dell’altra. Nella sua analisi, il centrosinistra dovrebbe assumere un’iniziativa più netta sulle questioni internazionali e nel rapporto con l’Europa.

Il no di Conte

Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, ha riconosciuto a Bettini il merito di affrontare in modo ampio la complessità del conflitto russo-ucraino, ma ha respinto l’ipotesi di proseguire con l’invio di armi, anche se definite difensive. Intervenendo alla presentazione del libro La principessa di Davide Tozzo, Conte ha sostenuto che l’Europa dovrebbe cambiare ruolo e non limitarsi a sostenere una guerra per procura. A suo giudizio, aiutare l’Ucraina dovrebbe significare puntare su una svolta negoziale, superando le modalità seguite finora.

Alla domanda sulla proposta di Bettini, il leader pentastellato ha ribadito che non sarebbe possibile interpretare una svolta continuando a inviare armi come in passato. La divergenza mette in evidenza la distanza tra le due posizioni: da una parte l’idea di legare il sostegno militare a una tregua e a garanzie internazionali, dall’altra il rifiuto dell’invio di armamenti come strumento della strategia per arrivare ai negoziati.

Il confronto coinvolge anche il Partito democratico. Filippo Sensi ha criticato sui social la ricerca di formule considerate troppo accomodanti verso gli alleati più vicini alle posizioni di Roberto Vannacci. Di segno diverso l’intervento di Andrea Orlando, ex ministro del Lavoro ed esponente dem, che ha invitato a entrare nel merito delle possibili condizioni di una soluzione politica. Intervenendo a Omnibus su La7, Orlando ha ricordato la collocazione europeista assunta dal Movimento 5 Stelle durante il governo Conte II e ha sostenuto che la diplomazia debba essere accompagnata da proposte concrete. A suo parere, il rischio è lasciare spazio a una conquista politica dell’Europa da parte di Vladimir Putin e dei suoi alleati, mentre il contrasto resta affidato prevalentemente al piano militare.