Nel 2025 le emissioni globali di gas serra sono rimaste su livelli record. È quanto emerge dal rapporto annuale delle Nazioni Unite sul divario tra le emissioni effettive e gli obiettivi climatici, secondo cui la Terra è avviata verso un aumento della temperatura media compreso tra 2,6 e 2,8°C entro il 2100, a seconda delle politiche che saranno applicate dai governi.
Lo scenario più favorevole considerato dal documento presuppone l’attuazione integrale degli impegni contenuti nei piani climatici nazionali presentati alle Nazioni Unite. Anche in questo caso, la temperatura globale risulterebbe superiore di 2,6°C rispetto ai livelli preindustriali. Se invece i Paesi proseguiranno lungo il percorso attuale, senza rispettare gli impegni annunciati, l’aumento previsto salirà a 2,8°C, una stima identica a quella formulata lo scorso anno.
Il contributo degli Stati Uniti
Il rapporto evidenzia che 124 Paesi hanno aumentato le proprie emissioni nel corso dell’anno, mentre 63 le hanno ridotte, tra cui la maggior parte delle nazioni europee. Nel complesso, l’incremento è stato pari a 189 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente. Gli Stati Uniti hanno registrato da soli un aumento di 133 milioni di tonnellate, determinato dalla maggiore domanda di elettricità e dalla ripresa della produzione di energia elettrica da carbone. Secondo il documento, al Paese è riconducibile il 70% della crescita complessiva.
Il quadro delineato dalle Nazioni Unite resta distante dagli obiettivi fissati dal Patto sul clima di Parigi del 2015, che punta a mantenere l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2°C e, possibilmente, a limitarlo a 1,5°C. La temperatura globale è già oggi superiore di circa 1,4°C rispetto ai livelli preindustriali.
Obiettivi sempre più difficili
Nel rapporto, i funzionari delle Nazioni Unite riconoscono che il limite di 1,5°C non è più raggiungibile secondo le modalità inizialmente previste. L’ipotesi alla quale sono ora affidate le speranze è contenere l’incremento intorno a 1,8°C e rimuovere successivamente dall’atmosfera una quantità sufficiente di anidride carbonica per riportare la temperatura verso il limite indicato dagli accordi internazionali.
Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha definito il mondo ancora pericolosamente lontano anche da questo traguardo, sottolineando tuttavia la disponibilità di strumenti per invertire la rotta. Per la direttrice esecutiva dell’Unep Inger Andersen, l’unica strada consiste in una riduzione drastica delle emissioni globali di carbonio: del 18% entro il 2030 e del 69% entro il 2040.