Frodi online

Codici diffida Booking.com per il furto di dati sulle prenotazioni estive

L'associazione dei consumatori presenta un esposto al Garante della Privacy dopo i raggiri mirati su WhatsApp che colpiscono i viaggiatori

Codici diffida Booking.com per il furto di dati sulle prenotazioni estive

L’associazione dei consumatori Codici Lombardia ha presentato una diffida ufficiale a Booking.com e un contestuale esposto al Garante per la protezione dei dati personali. L’azione collettiva è scaturita dall’aumento di truffe informatiche mirate che colpiscono i turisti durante la pianificazione delle ferie.

Finti messaggi dalle strutture ricettive

I consumatori segnalano la ricezione di comunicazioni via WhatsApp apparentemente inviati dagli alberghi prenotati. I messaggi contengono dati reali del soggiorno, come il nome dell’ospite, le date della permanenza e il codice identificativo della prenotazione.

Con il pretesto di confermare la transazione o richiedere un saldo urgente, i criminali informatici invitano a cliccare su un collegamento esterno. Questo collegamento indirizza a una pagina web contraffatta creata per sottrarre le credenziali bancarie dei viaggiatori.

Il sospetto sul furto di dati informatici

La precisione dei dettagli solleva interrogativi sulla gestione della privacy. Il segretario regionale di Codici Lombardia, Davide Zanon, ha spiegato la gravità della situazione: “L’aspetto più preoccupante è l’elevato livello di personalizzazione dei messaggi. I truffatori informatici sembrano conoscere dati che normalmente sono disponibili soltanto all’utente e alla piattaforma di prenotazione. È necessario accertare come queste informazioni siano finite nelle loro mani e verificare se esista un collegamento diretto con il furto di dati comunicato da Booking.com nei mesi scorsi”.

I chiarimenti richiesti nella diffida

Tramite l’atto legale, l’associazione esige chiarimenti sulla falla di sicurezza e sul volume complessivo di utenza coinvolta. Si chiede inoltre di verificare la tipologia di informazioni compromesse e la tempestività degli avvisi inviati ai titolari dei profili.

Secondo quanto rilevato dall’organizzazione, si registrano forti anomalie nelle comunicazioni preventive dirette ai contraenti. Zanon ha specificato: “Alcuni utenti hanno ricevuto la comunicazione relativa al furto dei dati pur non avendo prenotazioni attive, mentre altri, successivamente bersaglio dei tentativi di truffa, non hanno ricevuto alcun avviso”.

L’esposto al Garante della Privacy

L’esposto depositato punta a verificare il rispetto del regolamento europeo GDPR e l’efficacia dei sistemi di protezione adottati dalla multinazionale. L’autorità dovrà stabilire se la campagna di phishing derivi direttamente dall’intrusione informatica subita dalla piattaforma nei periodi precedenti.

Le linee guida per la sicurezza dei viaggiatori

Per evitare danni economici, l’associazione raccomanda di ignorare le richieste di pagamento sospette inviate tramite canali di messaggistica istantanea. Qualsiasi transazione deve avvenire esclusivamente tramite l’applicazione ufficiale della piattaforma o contattando la struttura ricettiva ai numeri telefonici verificati.

In caso di ricezione di messaggi anomali, è necessario conservare la documentazione digitale per consentire alle autorità di effettuare le verifiche e avviare la tutela legale del consumatore.

L’evoluzione delle frodi telematiche nel settore turistico

Il periodo estivo registra un incremento degli attacchi informatici nel turismo. I criminali sfruttano la fretta dei viaggiatori per compiere il cosiddetto reservation hijacking, sostituendosi digitalmente ai gestori delle strutture alberghiere.

I dati storici evidenziano che i tentativi di frode avevano già subito un incremento compreso tra il 500% e il 900%, tendenza consolidatasi fino alla stagione attuale. L’impiego di tecnologie di intelligenza artificiale consente la generazione di messaggi privi di errori linguistici, incrementando il rischio di cadere nei raggiri.